Dieci Opinioni

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Dieci opinioni dopo . . . Napoli-Barcellona

di Diego Spezzacatena 26/02/2020 17:30

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Ritorna la Champions e ritornano le Dieci Opinioni dopo, un appuntamento che non poteva mancare dopo l'incrocio del Napoli con il Barcellona di Messi.
Tantissime le suggestioni, dall'eterno paragone fra la Pulce e Maradona, indimenticato idolo del San Paolo, al fascino di affrontare la squadra che negli ultimi 20 anni ha fatto, anzi, rivoluzionato la storia del calcio. Certo, fra il Barca di Guardiola e quello di Quique Setién di differenza ce n'è parecchia, salvo Messi appunto, ma forse al Napoli fa anche più piacere così.
Dopo questo 1-1 che, paradossalmente, vede più gli azzurri piangere sul latte versato per una vittoria mancata, andimo a vedere le nostre riflessioni.

PARTIAMO . . .

1 - L'arbitraggio. Raramente, e speriamo di farlo il meno possibile, parliamo di arbitri in questa rubrica. Eppure il direttore di gara Brych ci ha quasi costretto a farlo. Un giallo a Busquetes per un intervento che, come dicevano i telecronisti di una volta, era più da arancione. Il tutto dopo almeno altri due interventi al limite del giallo e un continuo protestare del 5 catalano. Un gol del Barca dubbio, per un possibile fallo su Insigne ad inizio azione. Infine, un rigore che ci sarebbe stato su Callejon e cancellato per un fuorigioco ad Insigne del quale, in pratica, non abbiamo la controprova grazie alla UEFA, visto che il replay è durato pochi secondi e senza le righe del VAR. Un'azione sulla quale restano dei dubbi. Insomma, dire che sono tutti erroi no, ma se anche uno o due venissero ritenuti tali, beh, sono fatti che hanno inciso enormemente sul risultato e sul passaggio del turno.

2 - Questa squadra è di Gattuso. Dopo l'ultimo mese, dopo le ultime uscite, dopo le ultime prestazioni e, salvo il Lecce, le ultime soddisfazioni, possiamo dire che questa squadra appartiene a Gattuso. Come Setién aveva detto alla vigilia "Hanno sempre un piano preciso". Il tecnico azzurro dimostra di preparare le gare singolarmente, ma partendo da un piano di gioco oramai preimpostato. Tutti sanno cosa devono fare, come e quando. Di base c'è la ricerca di certe caratteristiche, lo sfruttarne alcune specifiche dei giocatori a disposizione e poi ci sono gli accorgimenti in base all'avversario. Un lavoro che, a prescindere da dove si arriverà alla fine, al momento meriterebbe una grande fiducia da parte della società.

3 - Mertens dei record. In un anno terribile per lui e per il Napoli, soprattutto fra agosto e dicembre Dries Mertens si toglie uno sfizio non da poco, diventare il marcatore con più gol all time nel Napoli. Certo, dobbiamo essere razionali e non emotivi, ricordare anche le tante prestazioni sotto tono di questa stagione, come quelle di altri, e che il mancato accordo del contratto dipende da ambo le parti. Un record non può passare sopra altri atteggiamenti. Certo, un punto di incontro si può trovare, non sarebbe poi così male.

4 - Insigne capitano. Ho letto le critiche ad Insigne per quel tiro-cross sbagliato nel finale, vero. Ma nessun dice che questo ragazzo ha offerto l'ennesima grande prestazione a tutto campo: corsa, copertura, intelligenza tattica, regista della manovra offensiva. Parliamo di un giocatore che comunque è arrivato, per iniziateve personali e gioco di squadra, a calciare due volte in porta da ottima posizione. Tranne Mertens, nessun altro è stato così pericoloso in campo nell'arco dei 90 minuti da ambo le parti. Perché guardare sempre il male, soprattutto quando è poco?

5 - Difesa d'acciaio. Gattuso sta ricostruendo la squadra dal basso e, anche se non sembrerebbe, i numeri cominciano a dargli ragione. Nelle ultime 11 gare il Napoli ha incassato 10 gol, assolutamente un dato negativo, che però va contestualizzato. Ben 3 di questi 10 gol sono arrivati contro il Lecce, 2 contro la Sampdoria e 2 contro la Fiorentina. In pratica 7 gol in 3 gare, ma anche 3 gol nelle restanti 7. Un risultato che si fa ancora più particolare, se si pensa che nelle 7 gare in cui si è subito solo 3 gol il Napoli ha affrontato la Juventus, l'Inter, la Lazio e il Barcellona. Un dato, infine, in miglioramento, visto che sono solo 2 i gol nelle ultime 4 gare. Con Torino, Inter, Verona e SPAL sarà obbligatorio migliorare ancora di più questi numeri.

6 - Immenso Zielinski. Sulle capacità e sulla possibilità che questo ragazzo diventasse un grande c'erano pochi dubbi. Sul fatto che tutto si avverasse, però, ce n'erano molti. Sembrava sempre mancare qualcosa. Gattuso sembra aver trovato quel qualcosa, in particolare risolvendo due problemi: in primis gli ha dato un ruolo, la mezz'ala, senza se e senza ma, infine gli ha assegnato dei compiti, in entrambe le fasi, che lui sta svolgendo egregiamente. Il segreto, forse, starà anche nell'essere riuscito ad entrare nella mente del ragazzo, chissà. Sta di fatto che, qualunque sia il motivo, lui ci è riuscito.

7 - Ospina, scusa. In questa rubrica abbiamo spesso criticato la scarsa sicurezza data dal portiere colombiano in alcune gare, oltre ad un paio di evidenti errori pesanti (Lazio e Lecce), attaccando anche Gattuso per il mancato impiego di Meret. Ieri sera l'ex Arsenal ci ha zittito, va detto, con una prestazione straordinaria. Non solo ha dato estrema sicurezza fra i pali non sbagliando un'uscita e facendosi trovare sul pezzo in un paio di occasioni, per fermare Griezmann ci sarebbe voluto un vero miracolo, ma anche per la sua bravura con i piedi. È stato davvero un punto di riferimento per i compagni, un rifugio sicuro dal quale andare, un regista dal basso, anche l'azione del gol è partita da lui, che ha fatto un lavoro davvero paragonabile a quello di gente come Pirlo in altri contesti e situazioni, soprattutto in fase di alleggerimento. Detto questo, in molte gare Meret per noi continuerà a meritare di giocare.

8 - Fabian, non male. Come quella di Zielinski anche la crescita recente di Fabian è impressionante. Ieri non ha segnato o fatto assist e ad un certo punto è un po' calato, ma ha dimostrato per almeno un'ora una grandissima dedizione tattica e un carisma da campione. Questo ragazzo sembra letteralmente si sia risvegliato da un lungo letargo e pronto a prendersi il Napoli ora e in futuro, potendo dare ancora molto di più. Dopo le critiche aspettiamo, adesso molto più fiduciosi.

9 - Di Lorenzo da Champions. Se c'è un giocatore che ci ha impressionato ieri, al di là di molti e con buona pace degli altri, è Giovanni Di Lorenzo. Maturità tattica da giocatore di altro livello, colpi di classe, grinta, fisicità. È sembrato praticamente a suo agio contro quegli avversari e in quel contesto, un veterano di certe sfide. Speriamo sia in ripreso dopo un calo recente, dovuto anche ad una stagione di grande sacrificio per lui, ma ricca di soddisfazioni personali. Questo ragazzo è stato davvero un colpo di genio, visto anche la cifra sborsata, operato dal Napoli in estate.

10 - Messi, in Italia restano i dubbi. Sul talento di base di Leo Messi nessuno discute, è e sarà fra i più forti della storia ed è con Ronaldo il più forte dell'ultimo ventennio. Ciò detto, come accaduto anche in passato, la Pulce dimostra di fare una fatica enorme contro le squadre italiane ben preparate in difesa. Gabbie, marcature plurime, spazi stretti, concentrazione, cattiveria. Il calcio italiano è, oggettivamente, diverso in fase difensiva da quello spagnolo, sicuramente più efficace. Insomma, resta un po' l'idea che o a 25 o a 34, i 40 e passa gol segnati da Ronaldo e Messi in alcune edizioni della Liga in Serie A non saranno o sarebbero mai stati, ma anche che noi italiani, anche quanso siamo scarsi tecnicamente, nel calcio abbiamo una resistenza e una sopravvivenza come nessun altro.