La Lettura del Sabato

Corriere del Mattino

L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

di Antonietta Sorece 20/06/2020 20:00

CORRELATI

...

...

....

Non potevo parlare di altri libri, oggi, se non de L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón. Appena ho letto della sua morte ho pensato “che brutta annata questa!” e mi sono sentita a lutto perchè autori del genere sono come parenti per i lettori delle loro storie.

Circa dieci anni, durante gli anni all’università, una mia amica che frequentava la facoltà di lingue e letterature straniere nel corso di letteratura spagnola aveva da leggere L’ombra del vento in lingua originale ed entusiasta me lo aveva consigliato. Chiedendo pareri mi avevano detto che Zafón era considerato come ‘il Moccia’ spagnolo e confesso di aver iniziato a leggere L’ombra del vento carica di scetticismo. Era una grande sciocchezza.

L’ombra del vento è un libro speciale e con una fluidità lessicale sena eguali Zafón ha costruito uno scenario unico e avvincente. Un libro che ti catapulta nella Barcellona del dopo guerra e il lettore è in grado di sentirsi davvero tra le polverose e umide strade della città spagnola. La libreria della famiglia Sempere è un luogo vivo che si immagina facilmente e il profumo dei libri antichi lo si percepisce senza difficoltà tra le righe.

Un giovane Daniel Sempere, rimasto orfano di mamma troppo presto, si risveglia la mattina del suo undicesimo compleanno in preda al panico: sta dimenticando il volto di sua madre. Suo padre lo accompagna in un luogo magico per affidargli un dono irripetibile. Il cimitero dei libri perduti è un luogo speciale dove si conservano i libri perduti per salvarli dall’oblio. Daniel come da tradizione deve scegliere un libro e prendersene cura per tutta la vita. Il giovane Sempere, che è anche la voce narrante del libro, decide di adottare L’ombra del vento di Julian Carax, un libro che leggerà tutto di un fiato e che lo spingerà a cercare gli altri libri dello stesso autore.

La ricerca degli altri libri di Carax innescano nuove dinamiche e mistero e intrigo dettano un nuovo ritmo alla storia. Daniel apre una finestra su dolori antichi, intrighi di vecchie famiglie, amori impossibili, persone scomparse e un mistero che si cela all’ombra di tutto.

Un libro che ho letto senza esitazione e in pochissimo tempo e con la stessa passione ho letto anche gli altri volumi della saga: il Gioco dell’Angelo, il Prigioniero del cielo e infine Il labirinto degli spiriti. Una tetralogia che mi ha appassionato fino all’ultima pagina, che mi ha tenuta sveglia la notte per poter finire il prossimo capitolo e col fiato sospeso fino alla fine.

Zafón con maestria ha permesso ai tantissimi suoi lettori di sognare e viaggiare, indagare e sperare, interrogarsi e emozionarsi. Uno scrittore come pochi che ci ha lasciato orfani della sua penna troppo presto.