La Lettura del Sabato

Corriere del Mattino

La maledetta, invisibile Generazione X

di Ronald Abbamonte 27/02/2020 10:08

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Avevo intuito  che definire un’ intera generazione con una X non lasciava presagire nulla di buono. Animato da pura e semplice curiosità ho cercato di approfondire quelle che sono le caratteristiche della mia generazione di appartenenza, del come e del perché  viene quasi totalmente ricoperta da etichettature negative.

Leggendo qua e là ho avuto molti motivi  di riflessione sulle tendenze e sulle particolarità che caratterizzano la storia umana degli ultimi decenni.

Innanzitutto ho avuto modo di riflettere sul  mondo che viviamo, un  mondo senza dubbio multi generazionale. Complice la dilatazione temporale della vita,più generazioni, diverse tra loro, si trovano a convivere sul pianeta. Ognuna di esse agitando un diverso modo di vedere le cose e una diversa scala di valori a cui richiamarsi. Infatti è tutt’altro che raro nella più semplice quotidianità trovarsi in contesti dove 5 o 6 o 7 classi generazionali  interagiscono  a stretto contatto di gomito. Il perpetrarsi di gap generazionali vaganti, tuttavia, non solo è lontano dal determinare allarmismi sociali sulla pacifica convivenza ma addirittura può essere letto come un motivo di  arricchimento in grado di consentire  una crescita collettiva e generalizzata.

Con il termine generazione X si indicano  tutti i nati trail 1964 e il 1980. Il termine è stato coniato dallo scrittore canadese Douglas J.Coupland nel 1991 nel romanzo di esordio, appunto intitolato generazione x. Una raccolta di brevi e oscure  storie aventi in comune il contesto economicamente insicuro e l’assenza di valori fondanti tipici  degli anni 80 e 90. Il romanzo rende bene l’idea  di una generazione inquadrata in un periodo storico di  transizione dove al dissolvimento dei valori si accompagna solo un apatico senso di smarrimento. Una generazione invisibile, vissuta all’ombra degli euforici Baby boomer, etichettata con una X per l’assenza e l’incapacità di assumere una precisa identità sociale.

Troppo lontani dalla modernità dei nativi digitali ma allo stesso modo lontani dall’assoluto ossequio per il sistema di valori della generazione antecedente che si impegnano a distruggere e sconfessare. In questa terra di nessuno non si andrà, tuttavia,mai oltre il puro e semplice nichilismo e il silente dissenso per le credenze dei padri,  sconfessati in ogni loro velleità di autorevolezza.

Storicamente questa generazione  si inserisce e si sviluppa tra eventi, quali il crollo del muro di Berlino, la fine del colonialismo e della guerra fredda con il dissolvimento dell’URSS. Una nutrita serie di eventi tutti accumunati dalla natura distruttiva di vere e proprie picconate a un sistema di valori consolidato. Quello che manca è la capacità di progettare un mondo nuovo e diverso di qui quella congenita apatia che condurrà attraverso uno  sterile edonismo all’invisibilità di questa generazione.