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La (sola) luce nella tempesta post-Pibe

Fonseca (su assist di Zola) risponde al vantaggio iniziale di Asprilla

Image credit: Behance


Erano gli anni della (ri)costruzione, dell’addio de El Pibe e di una rosa da rifare. Correva l’anno 1993 e l’ultima giornata del girone d’andata, il 24 gennaio, il Napoli di Ottavio Bianchi affrontava al Tardini il Parma di Nevio Scala in uno stadio tutto esaurito, compresi i 4000 supporters azzurri a seguito. Ad arbitrare c’era Pierluigi Collina.

Era si un Napoli che aveva un rollino di marcia positivo (3 vittorie consecutive prima dei 90 minuti di Parma) ma era anche una squadra ormai “stanca” nelle gambe anche se però non mancarono dei lampi di tecnica come quelli di Daniel Fonseca o di Gianfranco Zola, che ormai aveva raccolto la pesante eredità della numero 10.

In quel pomeriggio freddo e piovoso di gennaio però, a passare in vantaggio furono i parmigiani grazie al colombiano Asprilla che in odore di sostituzione, decide di mettersi in proprio, siede a terra 4 difensori azzurri e di esterno destro trafigge Galli. 1 a 0 e il colombiano festeggia con la sua panchina sulle note di Va pensiero.

A differenza del primo tempo, questa seconda frazione sembra essere più viva tanto che il Parma va vicino al secondo vantaggio ma Ferrante (ex della gara) non trova la giusta angolazione. Bianchi allora decide di alzare il baricentro della squadra e il Napoli trova il pareggio: Zola la mette in mezzo, Fonseca di testa realizza complice anche l’indecisione di Ballotta.

I gialloblù (in bianco per quell’occasione) si innervosiscono e Collina è costretto ad espellere il centrocampista emiliano Zoratto ma gli uomini di Bianchi non ne approfittano e a tratti, sembrano accettare il pareggio.  

 

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