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Napoli nord sotto i riflettori, scandali e provvedimenti nei comuni provinciali del capoluogo

Nelle ultime settimane, svariati arresti hanno coinvolto le zone provinciali della città napoletana, per episodi criminosi occorsi negli anni scorsi.

Image credit: Behance


Il primo caso vede coinvolto Puzio Michele già condannato per l’omicidio di Capone Immacolata il 17 marzo del 2004. Questo episodio vede coinvolti diversi clan della zona, ed è proprio Puzio che a partire da questo febbraio, in veste di collaboratore dà ulteriori informazioni sul caso avvenuto diversi anni fa. Confessa infatti di aver partecipato al delitto della donna, Capone Immacolata e ammette che il cappello col suo DNA trovato sulla scena del crimine era un oggetto di sua proprietà. Ammette anche di aver confezionato un alibi per quel caso, per arginare le indagini, in un diverso luogo al momento dell’omicidio. Il movente di questo caso è legato a una decisione proveniente dal clan Moccia della zona, di punire la donna che si sospettava fosse coinvolta nell’omicidio di Salierno Giorgio, a quei tempi personaggio ai vertici dell’organizzazione sia del clan Moccia che al clan Capone e altri.

Il secondo caso, invece, coinvolge la vittima Mario Pezzella, fratello di Francesco, appartenente alle attività camorristiche nella zona di Cardito e Frattamaggiore, avvenuto il 17 gennaio del 2005. I condannati per tale omicidio sono soggetti appartenenti al clan Moccia: Angelino Giuseppe, Petillo Andrea, La montagna Domenico e i collaboratori di giustizia Di Domenico Marcello e Roberto Fermo.

Sono state le dichiarazioni di Puzio Michele al suo tempo processato e assolto per quel crimine, ad approfondire la vicenda. Grazie alle sue parole è stato possibile avere delle prove a carico di Iazzetta Filippo, accusato di essere il mandante e di aver dato l’autorizzazione all’omicidio di Mario Pezzella. A questo caso è coinvolta la morte di Ambrosio Aniello il 21 febbraio del 2014, quando fu rinvenuta un auto carbonizzata col suo corpo, e due giorni prima in circostanze simili i cadaveri di Montino Vincenzo e Scarpa Ciro.

Dalle indagini svolte e dalle dichiarazioni di Attanasio Antonio, coinvolto nel clan camorristico riconducibile a Pezzella Francesco (fratello della prima vittima), è emerso che il mandante dell’omicidio fu proprio Francesco Pezzella che intendeva vendicare la morte di suo fratello.

Un ultimo evento ancora più recente è l’esecuzione di misura cautelare emessa il 21 luglio per Carpino Antonio, avvocato e sindaco in carica del Comune di Marigliano, e Esposito Luigi attualmente detenuto al 41 bis. Agli indiziati, in concorso tra loro, si aggiungono Piezzo Cristiano, Pelliccia Massimo e Schisa Tommaso, per scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale a stampo mafioso commessi a Marigliano in provincia di Napoli tra l’ottobre 2014 e giugno 2015.

In questo caso dalle dichiarazioni di Piezzo Cristiano sono emerse altre informazioni nella giornata del 22 luglio. ≪Chi comanda, non comanda veramente se non comanda sul comune […] Mi chiedete se sono una sorta di Robin Hood della situazione? Quando c’ero io a Pontecitra funzionava tutto meglio e le persone erano contente […]≫. Piezzo dice anche di non aver mai concesso cose sbagliate ≪… come manovre azzardate con l’autovettura oppure lo spaccio di stupefacenti davanti ai bambini≫ (fonte ANSA).

 

Sara Esposito

Direttore Editoriale

Sara Esposito. Nasce a metà degli anni ’90 in provincia di Napoli. Laureata in lingue e culture straniere presso l’”Orientale” di Napoli, ad oggi continua i suoi studi, dedicandosi all’informazione e all’editoria. Ama leggere e inventare, ha diversi hobby. Nella vita di tutti giorni è una ragazza intraprendente, con tanta voglia di mettersi in gioco, di imparare e di riuscire. Tutti i suoi obbiettivi devono diventare traguardi, e con essi la voglia di affrontare nuove sfide ed esperienze.

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