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Istituto Superiore di Sanità: 'Ora evitare la crescita al sud'

di Rosa Taddeo 24/03/2020 19:00

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Centro/sud Italia in continuo monitoraggio. In arrivo nuovo decreto legge.

Oggi, il nuovo bollettino della Protezione Civile ha confermato le speranze di tutti registrando per il terzo giorno consecutivo rallentamenti per quanto riguarda il numero delle persone contagiate.

L’Italia centro/meridionale è in costante sorveglianza: "Il nostro grande sforzo è evitare che le curve di crescita del virus viste nelle regioni del nord, non si ripetano al sud. La scommessa di queste misure e del nostro paese è evitare che si riproducano le curve al sud", così si è espresso il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa alla protezione civile.

Nel frattempo dalla riunione del Consiglio dei ministri, prevista oggi alle 15.00, escono le prime indiscrezioni.

Ci si avvia verso l’inasprimento delle sanzioni, nel tentativo di limitare il numero delle persone che continuano a violare le norme previste nei provvedimenti. La bozza del decreto in esame a Palazzo Chigi prevede, infatti, che le misure di contenimento siano prorogabili e modificabili fino al 31 luglio. In questo modo si lascia una porta aperta nel caso in cui i numeri del contagio dovessero risalire e aprire nuovi focolai.

Non c’è nessun prolungamento immediato, le attuali norme scadranno il 3 aprile. Ma, in caso di nuove ondate dell’epidemia di Covid-19, c'è la possibilità che venga prolungato lo stato di emergenza.

“È davvero importante attenersi alle prescrizioni che il governo ha dato, consapevoli che sono difficili, inusuali, quasi non contemporanee” a parlare è Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus, in conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile “La stragrande maggioranza le rispetta, imploriamo di rispettarle a tutti gli italiani”.

Inoltre la bozza del decreto prevede il blocco a tutte le attività ferme, da scuole a ristoranti, passando per musei, cinema e quant’altro con la possibilità di essere prolungato fino al 31 luglio, con rinnovi di 30 giorni fino a quella data. Per chi trasgredirà alle norme vigenti, la multa prevista non sarà di 2000 euro, bensì di 4000 euro.