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Usa, primarie Nevada: Sanders vince e rafforza la sua campagna

di Pasquale Pota 23/02/2020 13:00

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Inseguono Biden e Buttigieg, ma con grande distacco. Male per le due donne in campo Warren e Klobuchar

 

Proseguono le primarie democratiche negli Stati Uniti con il voto di sabato 22 febbraio in Nevada che ha visto una larga vittoria di Bernie Sanders: il Senatore indipendente del Vermont ha ottenuto il 46.6% dei voti, distaccando di 25 punti Joe Biden, fermo al 19.2%, e di 30 punti Pete Buttigieg, 15.4%, finora unico vero rivale. La vittoria di Sanders era stata prevista dai sondaggi, ma in nessun caso ci si aspettava un margine così ampio di vittoria. I buoni risultati di Iowa e New Hampshire non avevano destato grande sorpresa: i due Stati hanno una maggioranza di votanti bianchi e il secondo è piuttosto vicino al Vermont, patria di Sanders. Il Nevada, invece, ha una composizione razziale multietnica: il 35% dei votanti è non bianco e la comunità degli ispanici è molto consistente. Le critiche volte al senatore del Vermont riguardavano finora anche il suo non essere popolare al di fuori della sua cerchia di sostenitori appartenenti soprattutto alla classe bianca lavoratrice. I risultati di sabato notte, invece, ci dicono che il senatore 78enne ha ottenuto il 53% dei voti dei latinos, e il 27% di quelli degli afroamericani, secondo solo a Biden (36%) notoriamente apprezzato dai votanti neri per il suo mandato di vice presidente insieme a Barack Obama.

Ma c’è di più: secondo i sondaggi, Sanders si è aperto per la prima volta al voto di coloro che si auto definiscono moderati. La sua campagna in Nevada ha convinto uomini e donne, laureati e non-laureati. Maggiori difficoltà provengono dalla fascia più anziana della popolazione, da sempre più avversa alle sue posizioni radicali. «Abbiamo messo insieme una coalizione multi generazionale e multi razziale» ha detto Sanders questa notte ai suoi sostenitori a San Antonio. Nello stesso momento, Pete Buttigieg parlava ai suoi mettendoli in guardia dai pericoli della scelta di Sanders a sfidante di Trump: «il Senatore Sanders vuole riformare l’economia in modi che i democratici, per non dire il popolo americano, non supportano». Mette poi in dubbio la sua agenda estremista e la sua rivoluzione che a detta di molti rischia di essere solo ideologica. L’ex sindaco di South Bend, intanto, viene scavalcato per la prima volta da Joe Biden, finora rimasto indietro. La sensazione è che il campo moderato del Partito sia troppo affollato: a Biden e Buttigieg va aggiunta anche Amy Klobuchar, Senatrice del Minnesota, che aveva ottenuto un buon risultato in New Hampshire e che invece ottiene appena il 4.5% in Nevada, e anche il milionario ex sindaco di New York Michael Bloomberg, visto da alcuni come unica possibilità dei democratici di vincere contro Trump.

Sanders, tuttavia, ha aumentato il distacco dai suoi rivali. L’unico ostacolo nell’area estremista del Partito è quello costituito da Elizabeth Warren, che ha raccolto una considerevole somma di denaro nell’ultimo mese e che si prepara al Super Tuesday del 3 marzo. Warren aveva largamente prevalso nell’ultimo dibattito televisivo, ma non sembra averne giovato in Nevada forse per la gran quantità di voti anticipati già espressi: esiste, come è noto, la possibilità di votare anticipatamente rispetto alla data delle elezioni anche durante le presidenziali, ed una delle strategie più adottate durante le campagne elettorali è proprio quella di convincere i propri supporters a votare prima della scadenza. A differenza degli altri sfidanti, inoltre, Warren non ha insistito nell’attaccare Sanders, ma ha rivolto le sue polemiche contro il milionario Bloomberg, ridicolizzando la sua campagna autofinanziata. Pochi candidati da ora in avanti hanno possibilità di vincere uno stato: quello che possono fare è accumulare delegati, ma difficilmente riusciranno ad ottenere una vittoria. Tra questi, Biden dovrebbe riuscire nell’impresa in South Carolina il prossimo 29 febbraio, grazie alla forte presenza di votanti afroamericani nello Stato. Se così fosse, potrebbero esserci molte pressioni sui candidati moderati affinché lascino spazio ad un duello netto tra Sanders e Biden.