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What Did Jack Do?

di Amalia Triggiani 18/03/2020 12:15

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In ocasione del 74° compleanno del regista David Lynch, Netflix ha pubblicato uno dei cortometraggi più controversi mai pubblicati: "What Did Jack Do?" del 2017. Nei panni di un investigatore, il noto regista in un caffè della stazione interroga Jack. Unico sospettato di un omicidio per il quale ora sono fermi tutti i treni. Il corto inizia proprio con una serie di domande sulla vita di Jack a cui sembra non voler rispondere fino a quando non sarà costretto a confesare la storia del suo amore proibito e di un delitto.
Le premesse del cortometraggio sono quelle di un normalissimo noir, solo che Jack è una scimmia e la sua amante Tootothaboon, una gallina.
Ovviamente "What Did Jack Do?", finanziato dalla fondazione Cartier per le arti ha (più di ) un significato simbolico.
La scimmia che ha interpretato Jack è la stessa che ha interpretato Marcel in "Friends", ma non è detto (non) ci sia un legame tra le due pellicole.
What Did Jack Do? attinge molto dal surrelismo e Lynch fonde cinema e psicanalisi. Le scene del film sembrano tutte sognate, sono confuse, non si distungue mai del tutto la realtà dalla fantasia. Il genere è quello onirico, già proposto nella celebre serie "Twin Peaks" e che da sempre caratterizza tutto ciò che fa. Sta quindi allo spettatore decidere i legami (di senso e di significato) esistenti tra ciò che vede e ciò che può anche solo lontanamente immaginare.
Lynch abbraccia l'insensatezza prendendo le tipiche scene di interrogatorio di un qualsiasi film poliziesco, generanzo un senso di profonda frustrazione dello spettatore.
Solitamente quando si viene a sapere di uno schema dell'assassino, si tira un sospiro di sollievo, ma non è questo il caso. Ogni volta che l'assassino dichiara qualcosa, il discorso viene deviato su un dettaglio meno interessante.
I due personaggi parlano per frasi fatte. Sembrano capirsi e farsi capire, ma in realtà, non c'è comunicazione perchè le frasi non hanno senso.
La bocca della scimmia è quella del regista, che probabilmente l'ha anche doppiata.
Un aspetto interessante è la questione dei nomi: Jack è un nome di persona, ma Tootothaboon richiama il chiocciare della gallina.
La colonna sonora è fatta travolgente. "The Flame of Love" è la canzone più iconica ed è cantata proprio dalla scimmia.