Cinema

Corriere del Mattino

“élite” migliora di stagione in stagione

di Amalia Triggiani 11/04/2020 06:00

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È un teen drama inverosimile, sempre al limite del trash senza essere mai scadere nell’ovvio. Ogni episodio è scorrevole,  con un ritmo incalzante e costruito molto bene. Élite riesce sempre a chiudere tutte le storie di ogni stagione mantenendo la curiosità per quella successiva con un cliff hunger finale.

La terza stagione non fa eccezione e lo spettatore è ancora una volta incollato allo schermo mentre cerca di capire le dinamiche del nuovo omicidio presentato attraverso una serie di flashback e anticipazioni. La trama ancora una volta è semplice ma molto intrigante con una costruzione degli episodi molto curata.

Il punto di forza della serie è la rappresentazione di tutte le diversità sessuali, razziali, religiose,  sociali e ,in questo nuovo capitolo, si tratta addirittura il tema della malattia dove per la prima volta gli sceneggiatori decidono di rischiare creando una story-line molto complessa.

La serie migliora di stagione in stagione approfondendo sempre di più i ritratti psicologici, i conflitti tra le classi e il tema della famiglia ma sempre con il giusto peso e soprattutto con i giusti tempi.

Uno degli aspetti più interessanti di questa serie è sicuramente come lo spettatore possa cambiare idea da una puntata all’altra, da una stagione all’altra su ognuno dei personaggi che sono obiettivamente descritti tutti i dettagliatamente, e da piccolo thriller, la serie diventa molto più realistica e attuale di puntata in puntata.