"Canova e l'Antico" al MANN di Napoli

“L’ultimo degli antichi e il primo fra i moderni” così veniva definito Antonio Canova, il maggiore esponente del neoclassicismo. “Imitare e non copiare” il monito del teorico Winckelmann e il Canova lo rispettò appieno. La sua ispirazione ai modelli classici era costante e continua. Un filo rosso che lo legava indissolubilmente ai modelli dell’arte artica che con il suo estro seppe rinnovare e rendere unici nella loro nuova modernità.

Proprio per rendere leggibili le sue opere e ancor di più il processo di ideazione e creazione del Canova è stata ideata la mostra “Canova e l’Antico” curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi del Canova, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli in scena dal 28 marzo al 30 giugno.

“L’idea di presentare una mostra di Canova in dialogo con l’antico  - ha spiegato il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulieriniriflette le potenzialità di questo istituto che ha nella statuaria uno dei punti di forza". Come “logica contropartita ci sarà poi una grande mostra su Pompei all’Ermitage dal 15 aprile. Qui al Mann, a Napoli -  ha detto il direttore -  c'è la genesi e la fonte d'ispirazione del Maestro di Possagno. E' qui che abbiamo voluto ricostruire il suo atelier, la sua modalità di realizzare i capolavori che si vedono nel museo al piano terra e, poi, l'esplosione della bellezza ai piani superiori con le Tre Grazie nel salone della Meridiana. E' una mostra che, credo, sarà epocale e lascerà il segno a Napoli".(Fonte Artemagazine).

Una mostra senza eguali che ha visto giungere nel capoluogo partenopeo numerose opere del Canova e alcune tra le più importanti. Marmi, gessi, bozzetti, tempere del Canova disposte al fianco dei suoi modelli ispiratori greco-romani il tutto organizzato in un percorso-confronto unico nel suo genere.

 L’esposizione vanta numerosi prestiti internazionali di grande rilievo:

-sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo : L’ Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima scultura delle Tre Grazie,

-l’imponente statua  La Pace, proveniente da Kiev,

l’Apollo che s’incorona del Getty Museum di Los Angeles.

A questi si aggiungono: la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal Museo Civico di Asolo, la Stele Mellerio. Straordinaria la presenza di alcuni grandi gessi, come il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova). L’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante  entrambi da collezioni private. Ma ancora è possibile ammirare le 34 tempere su fondo nero conservate nella sua casa natale e altri bozzetti e opere minori.

Una mostra senza eguali che rende omaggio ad un grandissimo artista che ha sempre amato la città partenopea e il suo patrimonio artistico e archeologico. Viaggiatore, attento osservatore delle opere a Pompei e Ercolano, artista ricercato da nobili committenti locali.. il Canova aveva un legame particolare con Napoli e oggi la città lo tributa come merita.

Inoltre, con l’iniziativa #iovadoalmuseo il 12-19 e 26 maggio l’ingresso al MANN è gratuito ed è impossibile non approfittare di questa grande occasione per partecipare a questo grande evento!

 

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