"Caravaggio a Napoli" senza le "Sette Opere di Misericordia"

Non è stata ancora ufficialmente inaugurata e la mostra "Caravaggio a Napoli" in programma ad Aprile, già da settimane fa parlare di sè. Oggetto della contesa è una delle opere più interessanti del periodo napoletano del grande pittore lombardo, si tratta delle "Sette opere di Misericordia", dipinto realizzato per il Pio Monte della Misericordia tra la fine del 1606 e l'inizio del 1607, e che non sarà esposto a Capodimonte. La mostra, curata da Cristina Terzaghi e di Sylvain Bellenger, direttore del Museo si sofferma sul periodo napoletano del pittore e sull’eredità lasciata nella città partenopea e dunque prevedeva l'esposizione delle opere realizzate da Michelangelo Merisi nel suo passaggio partenopeo. Il Ministero, attraverso il direttore generale Gino Famiglietti ha vietato però lo spostamento ed il prestito dell'opera del Pio Monte della Misericordia motivando la decisione sui probabili danni che potrebbero essere causati alla tela. Nei giorni scorsi, anche numerosi studiosi si erano opposti a tale spostamento, tra questi Nicola Spinosa e Tomaso Montanari che definivano il capolavoro inamovibile per motivi storici e di salvaguardia, inoltre per essi la sua fruizione è contestualizzata nel posto in cui è stata creata quindi portarla a Capodimonte non rendeva giustizia ad un dipinto creato per essere ammirato in loco. Numerosi i delusi da questo divieto, tra questi, innanzitutto, il Pio Monte della Misericordia favorevole ad un prestito in occasione della grande mostra-evento, ma anche il Sindaco di Napoli De Magistris che afferma che “Il no del Ministero per i beni culturali all’esposizione per tre mesi delle “Sette opere di misericordia” di Caravaggio dalla Cappella del Pio Monte al Museo di Capodimonte è davvero non solo una straordinaria occasione persa ma anche un incomprensibile intreccio di veti incrociati. Napoli, ormai per tutto l’anno, rappresenta un palcoscenico soprattutto culturale di levatura mondiale e negare il godimento di un’opera meravigliosa come quella del Caravaggio ad una mostra-evento che attirerà migliaia e migliaia di napoletani e turisti è davvero una assurda decisione cervellotica del solito partito del NO insopportabile”. Contrariato anche il direttore di Capodimonte, nonchè curatore della mostra, Bellenger che dovrà riprogrammare l'esposizione a causa del grande assente e sostenendo che però si farà ugualmente dicendo "Troveremo una soluzione. Volevamo offrire un avvicinamento fisico, visuale e intellettuale con la produzione di Caravaggio a Napoli. Nella mostra volevamo rendere più visibile a tutti il modo di dipingere del genio. Vuol dire che cambieremo obiettivo: racconteremo come Napoli glorificò Caravaggio e non tanto (e solo) il forte legame con Napoli".
Molte le proposte che in queste ore stanno arrivando da numerosi esponenti della cultura, come ad esempio quella di emettere un biglietto combinato Capodimonte-Pio Monte della Misericordia, in questo modo i visitatori potrebbero vedere l'opera nel contesto in cui è stata realizzata ma anche conoscere un luogo di cultura interessante come l'istituzione di Via dei Tribunali. Insomma le polemiche continuano e forse anche questo è parte del mito inevitabilmente connesso alla figura di Caravaggio.

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