Fashion trend, l’animalier

L’idea che la moda sia una giungla non è mai stata così vera.

L’animalier si diffonde alla velocità della luce, come un’invasione di macchie e strisce.

Tigrato, leopardato, zebrato e pitonato l’animalier style ha contagiato un po’ tutti con stupore e provocazione.

Roberto Cavalli e Dolce&Gabbana, che ne hanno fatto la propria immagine, sono solo i primi di una lunga serie di stilisti che ne hanno dedicato intere collezioni.

Con Stella Mc Cartney si accende di tonalità fluo, come il giallo e il blu elettrico.

Leopardo in tinte naturali per Versace e desaturato per i look senza tempo di Dior.

Un’interpretazione piuttosto originale è quella di Valentino che sui capi riproduce le tigri ruggenti dei mitici tatuaggi orientali, conferendo ferocia e bellezza a chi li indossa.

Ma l’immagine più cliccata di tutti i fashion show di Milano, Londra, New York e Parigi è il look numero 12 proposto da Riccardo Tisci a Parigi al suo debutto per Burberry: un total outfit in animalier dalle stampe differenti composto da top, gonna e scarpe che è da subito un trionfo di ruggiti glamour (immagine copertina).

Il fascino del manto del leopardo si sa, ha catturato l’attenzione dell’uomo fin dall’epoca preistorica e continua a imporsi oggi nell’era digitale.

Donatella Versace si chiede nel suo libro “Leopard-Fashion’s Most Powerful Print il motivo per cui ci piace così tanto indossare i tessuti animalier: semplice, “perché ci sentiamo più vicini a qualcosa di così bello da togliere il fiato, pieno di grazia, molto prezioso... e anche un po’ pericoloso”.

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