I Gioielli delle Matrone Romane

 

Per le bellissime donne romane, i gioielli erano un necessario accessorio senza cui non si potevano presentare in pubblico: Plinio, nel libro IX del suo trattato, racconta che la terza moglie di Caligola, Lollia Paolina, si sia presentata ad una manifestazione con svariati gioielli, perle e smeraldi, che dovevano raggiungere la bella somma di 40.000.000 di sesterzi, ossia 26 milioni di euro circa.

A Roma, esistevano tantissimi tipi di "Fabbricanti di Gioielli": i Caelatores (cesellatori); gli Inauratores (doratori); gli Anularii (quelli che realizzavano gli anelli); i Bractearii (quelli che ottenevano delle foglie sottilissime di oro con la battitura dello stesso, tra due strati di cuoio); i Margaritarii (lavoravano le perle pescate nel Mar Rosso in Egitto o nell'Oceano Indiano).

I gioielli più usati dalle Donne Romane erano anelli, bracciali, orecchini e collane. Ma, dopo che il culto di Iside – dea egiziana della fertilità – si propagò anche nel mondo romano, venne di moda l'effige del serpente, animale sacro a questa dea, che appariva spesso in bracciali realizzati in oro con diverse spire squamate, con occhi di pasta vitrea e con pietre preziose luccicanti, bracciali che potevano essere portati anche all'avambraccio (si pensi alle riproduzioni pittoriche della famosa Cleopatra). Il serpente, però, era spesso riprodotto anche in forma di anello.

La collana era ovviamente il monile più prestigioso ed appariscente perché era in primo piano sul petto della persona che la portava, tanto che veniva indossata come un capo di vestiario: la maglia, mediamente lunga 40 cm, poteva essere realizzata da anelli più o meno grandi infilati uno dentro l'altro, oppure da matassine di fili intrecciate tra loro, o dalla piegatura di quattro nastri di metallo tra loro; per di più, era corredata ad intervalli regolari da costoni contenenti una pietra preziosa, oppure monete di oro o di argento. Invece, gli orecchini erano realizzati con pendagli di qualsiasi forma e foggia: delfini, amorini, mezze lune, solo, rosette.

Altri oggetti preziosi usato dalle donne romane erano spille, spilloni, fermagli, fibbie, cammei e reti d'oro, a maglia intrecciata, che venivano posate sulla testa per tener fermi i capelli.

 

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