Le chiacchiere col sanguinaccio, il dolce carnascialesco per eccellenza

Conosciute con nomi differenti nelle diverse regioni italiane, bugie in Piemonte, frappe nel Lazio, sfrappole a Bologna, o pampuglie nella Napoli dei nostri nonni, queste semplici ma buonissime frittelle costituiscono il dolce carnevalesco per eccellenza. La loro tradizione risale a quella delle frictilia, i dolci fritti nel grasso che nell'antica Roma venivano preparati proprio nel periodo dell'odierno carnevale. Prepararle è molto semplice. Per l'impasto vi occorreranno 3 uova, 300g di farina, 50 g di burro e un pizzico di sale, una bustina di vanillina (a piacere). Impastate gli ingredienti e lavorateli bene per ottenere un panetto morbido ed omogeneo. Dopo aver fatto riposate l'impasto, allargatelo con mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile che taglierete col tagliapasta a losanghe o a strisce. Incrociate le strisce senza stringerle troppo e friggetele in abbondante olio bollente. Fatele sgocciolare su carta assorbente e rigiratele ancora calde nello zucchero. Se preferite potete usare lo zucchero a velo ed accompagnarle con del cioccolato sciolto. A Napoli le chiacchiere per tradizione si inzuppano nel sanguinaccio. Anticamente il sanguinaccio, come suggerisce la parola stessa, veniva preparato col sangue del maiale, che veniva ucciso per l'occasione della festività. Come recita il detto «Del maiale non si butta via niente», neanche il sangue. Questa pratica è stata abbandonata ormai da molto tempo e il sanguinaccio oggi è una crema densa di cioccolato, preparata con latte, zucchero, cacao, burro, e cioccolato fondente.

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