Milan Fashion Week: la donna nel prossimo autunno inverno 2019/20

Dopo la Milan Fashion week uomo è ora il turno della donna: dal 19 al 25 Febbraio Milano sarà la patria della moda per le presentazioni delle prossime collezioni autunno inverno 2019/2020.

Con una sfilata in monopattino elettrico per le vie del centro, il marchio inglese Matchless London ha dato il via alla fashion week milanese. Uno street show all'insegna della sostenibilità che si riflette nella collezione per lui e per lei, fatta da capi componibili realizzati con materiali green e pensati per muoversi in città. Parka e biker in pelle e montone, trattati con cere naturali, si affiancano ai trench in nylon spalmato accoppiato con la lana trattata con il teflon.

È poi la volta di Jean Charles de Castelbajac, il settantenne stilista francese chiamato sei mesi fa alla direzione creativa di United Colors of Benetton, che porta in passerella un’esplosione di colore data dalla “rainbow machine”, macchine da cucire e telai fanno da sfondo alla sua collezione colorata.

Novità anche per il marchio Salvatore Ferragamo che promuove come suo direttore creativo lo stilista britannico Paul Andrew, volto già noto nell’ambiente in seguito alle sue collaborazioni con Alexander McQueen e Calvin Klein.

Una collezione disegnata per donne sia giovani che mature, unite nel segno dell’eleganza e del fashion. Molta la pelle, sapientemente lavorata. La palette cromatica, naturale e raffinatissima, è il vero fiore all’occhiello della collezione. L’occhio cade, giustamente, sui piedi. E a dominare sono due dei must già avvistati anche su altre passerelle: da una parte gli immancabili stivali, e dall’altra il combo sandali+calzini.

Blu profondo per Missoni che ci porta dritti agli anni Settanta con le sue silhouette allungate, le sue vite alte, le sue linee fluttuanti, i suoi effetti luccicanti e scintillanti, dal lamè al lurex. Di forte impatto i suoi cappucci calati sul volto, nostalgici e malinconici come Pierrot.

Importanti cambiamenti per Roberto Cavalli che, dopo la nomina del nuovo direttore creativo Paul Surridge, saluta lo storico mondo animalier che lo ha reso celebre per una versione moderna più astratta e futuristica.

Un cambiamento anche nei colori: le stampe sono dipinte su sete fluide o ricamate sul tulle,  e arricchite da paillettes d’ispirazione Art Deco. Stampe e colori brillanti fanno da trait d'union con la collezione uomo, fatta di completi sartoriali dal taglio rigoroso portati con dolcevita animalier e camicia di seta e di cappotti di pelle nera.

Si veste di pelle la sofisticata eleganza metropolitana portata in passerella da Tod's, in apertura della terza giornata di Milano Moda Donna. Una gran bella inaugurazione, fatta di capi lussuosi e quotidiani, da portare ogni giorno. Il nuovo chic, all'insegna dell'understatement, prevede pochi pezzi facili: la camicia di pelle, lo short morbido al ginocchio, l'abitino arricciato sul collo, la gonna midi con spacco, il cappotto dalle spalle morbide e arrotondate e il blazer che invece ce le ha più segnate. Tutto in una serie di colori che va dal verde bottiglia al burgundy dei piumini, anche in versione gilet, nuovo passepartout metropolitano. Cenni di maculato danno un tocco di glamour, tocchi di maglia rendono il tutto più disinvolto.

Nuovi pure gli accostamenti di colori proposti da Giorgio Armani che fa del blu e del nero un nuovo interessante accostamento con una collezione sia per lei che per lui. 

I pantaloni questa volta sono da cavallerizza, le giacche come profilate da onde, il velluto dominatore sugli altri tessuti lucidi e cangianti. Ad applaudire, oltre a giornalisti e buyer, Maomi Watts e Rosamund Pike.

Altra protagonista della fashion week Donatella Versace che vede celebrare l'iconografia Versace e allo stesso tempo un'ode alla fotografia, in primis all'indimenticabile ritratto di lei scattato da Richard Avedon per la fragranza Versace Blonde. Una collezione stravagante che fa dell’imperfezione  la nuova perfezione: i tessuti ricchi sono volutamente consumati, evidenziati da orli con taglio vivo o sfilacciati, il tutto accessoriato rigorosamente da un tocco gold e dalle spille, sugli abiti e tra i capelli, che hanno fatto di questo brand un must di gran tendenza.

Gran finale quello di Dolce&Gabbana che presenta un inno all’eleganza dell’alta sartoria, al valore del fatto a mano con un’ispirazione presa dalle dive di Cinecittà, le donne del Botticelli, le opere di Leonardo, Michelangelo e Piero della Francesca. La bellezza dell'arte italiana incontra la qualità della tradizione sartoriale. Contrariamente alla moda di Versace, qui tutto è perfetto, cucito, tagliato e ricamato ad arte, dalle mani esperte delle sarte dell'azienda. L'idea è quella di "scoprire l'eleganza di oggi, un’eleganza che va a braccetto col fatto a mano: in un’epoca dove tutto è digitale c’è ancora la voglia di riprendere le antiche tradizioni.

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