Napoli, vandalizzato l'omaggio alla Tarantina ma la comunità non si arrende all'odio.

Napoli è sempre stata un porto franco per chi era in cerca di una casa, di un posto dove  potersi fermare e iniziare daccapo. Una città che ha sempre accettato tutti, senza dare giudizi, in una sorta di grande abbraccio materno.

Così è stato anche per la Tarantina, all’anagrafe Carmelo Cosma, l’ultimo ‘femmeniello’ di Napoli come ama definirsi lei stessa, che scelse il capoluogo partenopeo come sua casa.

Proprio per omaggiare questa singolare figura partenopea è stato realizzato un bellissimo murales dall'artista-madonnaro Vittorio Valiante nel quartiere Montecalvario, per iniziativa promossa e sostenuta dalla Fondazione Foqus con il coordinamento e supporto organizzativo dell’assessorato alla Creatività Urbana del Comune di Napoli. Un’iniziativa accolta con piacere dai residenti che hanno attivamente partecipato all’inaugurazione del murales in presenza del sindaco De Magistris.

La Tarantina è una figura emblematica e simbolica di Napoli e della dolce vita romana degli anni ’50. Classe ’36, fuggito giovanissimo da Avetrana un piccolo paesino pugliese che non era assolutamente pronto per lo scandaloso interesse verso un altro uomo,  si è rifugiata a Napoli per poi approdare nella scintillante e trasgressiva Roma degli anni ’50. Proprio nella capitale inizierà a vestirsi da donna e porterà avanti  una vita fatta di trasgressioni, prostituzioni, scandali, violenze e lotte. Ha frequentato i salotti buoni della Roma dei kolossal e del boom economico conoscendo Pasolini, Fellini, Moravia, Novella Parigini e tanti altri. Un ambiente eccentrico ed eccessivo che la vede protagonista ma che con l’avvento del ‘68 cambia e la spinge a ritornare a Napoli. Verrà accolta con amore dai Quartieri Spagnoli e dalla sua gente, dove vive ancora oggi, un luogo simbolo per i femminielli napoletani che da sempre, per la cultura napoletana, sono considerati figure di buon auspicio.

La Tarantina è un pezzo di storia di Napoli che  lei stessa in una vecchia intervista così descrive: «Napoli è questa, ‘a verità: niente abbiamo ma molto regaliamo».  Una Napoli che è sempre andata oltre i pregiudizi ma che purtroppo nell’ultimo periodo, confermando un andamento nazionale, è divenuta teatro di episodi razzisti, omofobi e discriminatori.

Il murales dedicato alla Tarantina è stato vandalizzato a distanza di pochi giorni dall’inaugurazione. Con dello spray nero è stato cancellato il volto ed è stato scritto “non è Napoli”. Un episodio gravissimo che è stato condannato ampiamente dal comune, dalle associazioni legate ai diritti della comunità Lgbt e dall’Arcigay di Napoli. L’intera comunità dei Quartieri Spagnoli si è dissociata da questo atto vandalico che non rappresenta Napoli ma che tradisce l’aumento di comportamenti discriminatori ed omofobi che spaventano molto. Di seguito la dichiarazione dell'assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele: ''Non è Napoli il vigliacco omofobo, che non a caso ha scelto il nero del buio della barbarie, per deturpare l’opera di street art dedicata alla “Tarantina”. Gesti e presenze lontani dai sentimenti popolari più autentici e dalla vita relazionale più umana e solidale della gente di questa nostra città. Non è solo stupidità ed ottusità. È la volontà sub e pre-politica di praticare l’arroganza della discriminazione e di diffonderne il brodo di coltura. Cancellare l’identità facendoci risentire l’odore del lager. Reagiremo con allegria e generosità. Sarà una festa popolare a restituire sorriso e identità collettiva alla “Tarantina” nella sua effige. Faremo una grande tombolata popolare per raccogliere i fondi. Perché saremo sempre più Napoli''.

Presto il murales verrà riportato all’originale bellezza ma sarà importante lavorare sul clima di odio e razzismo che sta invadendo Napoli e l’Italia intera.

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