ROMA: da oggi disponibile anche su Netflix

La pellicola che porta il nome di Roma ha fatto molto parlare di sè come enorme esempio di qualità e successo sulla piattaforma di Netflix: questo grazie al lavoro del regista Alfonso Cuarón, già vincitore del Leone d'Oro alla 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film narra delle vicende di una famiglia medio-borghese messicana a Città del Messico nel bel mezzo degli anni settanta: il titolo si riferisce al quartiere Colonia Roma della città, dove è nato e cresciuto il regista. La storia segue un Messico durante i suoi moti rivoluzionari, lì una famiglia agiata trae la sua forza dal lavoro incessante e amorevole di due donne; il ricordo, l'esperienza e la visione di un'infanzia dipinta su un telo ocra, infusa di poesia e realismo.

Il focus sugli abitanti del quartiere di "Roma" in una Città del Messico che si arricchisce, non è che un pretesto per guardare alla realtà enorme di chi lo vive nella sua miseria; una generazione di nativi, con il proprio personalissimo dialetto, che cresce una borghesia estranea e perbene ma incapace di contenere una famiglia e le sue relazioni. Roma non è solo il racconto di vite ma anche di come queste si sviluppino solo grazie ad altre; una denuncia al mito americano disposto a sfruttare tutto, un'America colonizzatrice che ha persino bisogno della forza emotiva e amorevole dei piccoli popoli che l'hanno preceduta. Le nuove generazioni e la modernità si sono erette sui territori storicamente arretrati e semplici tra i quali, negli anni, si è esibita una gloriosa nazione: ma proprio questi nuovi tempi si dimostrano incapaci di camminare sulle proprie gambe, allucinandosi nel profitto economico e nel produttivismo di una nazione in via di sviluppo.

Cos'è Roma se non l'amore per le cose minute, per i dettagli crepuscolari e materialissimi: con Cuarón alla regia si possono percepire gli odori polverosi dei cantieri e la ruggine che macchia le saracinesche dei negozi. Non nasconde nulla, emerge l'affetto incondizionato per quel mondo -estinto, appartenente ad un ricordo- che lo ha cresciuto. Il protagonismo però è tutto loro, delle due donne (quasi ragazze), casalinghe e tuttofare native: presenze femminili e specialmente materne laddove la madre naturale non c'era, rapita dal brutalismo storico che sconvolgeva la classe agiata di quell'epoca. Allora le uniche che possono mantenere le redini della situazione sono loro, perché conoscono l'essenziale: sono esseri di terra che capiscono la necessità, sanno farsi presenza netta e fisica per chi, nel caos e nella paura, avrebbe solo bisogno di cura e comprensione. Una famiglia in pezzi, ricucita dalla tradizione e dalla forza di un mondo antico: con tutta la sua dignità indistruttibile, coi suoi occhi misteriosi e le sue madri pazienti, con tutta la sua povertà capace di insegnare alla società del boom economico le cose essenziali per sopravvivere.

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