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Benevento 2019-20, il modello perfetto

di Ronald Abbamonte 30/06/2020 23:23

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Terminata con la partita di ieri la caccia alla promozione matematica in serie A, gli uomini di Inzaghi si preparano, forse con meno stress e minor ansie addosso, a collezionare quanti più record possibili nelle ultime sette giornate. Conoscendo la fame di vittorie che ha sempre caratterizzato, fin da primi anni della sua carriera da calciatore,  mister Inzaghi  non allenterà la tensione nemmeno di un millimetro nel tentativo di consegnare alla storia il suo Benevento. Del resto chi viene simpaticamente definito alta tensione non può fare diversamente.

Si conclude, quindi, nella maniera più esaltante possibile questa lunghissima rincorsa alla maggiore  serie calcistica nazionale con una vittoria che suggella un primato in classifica mai messo seriamente in discussione dagli avversari. Probabilmente non è esagerato pensare che  a creare qualche apprensione in più ai giallorossi siano state più le problematiche della ripresa post Covid che tutte insieme le avversarie del campionato cadetto.

Con la vittoria di ieri, per certi aspetti più sofferta del previsto, complice l’espulsione di Caldirola, i punti salgono a 76 diventando ben 20 dalla seconda in classifica. Dalla decima giornata in poi la serie B ha avuto ininterrottamente un unico padrone capace di fare il largo e di rintuzzare ogni possibile minaccia. Altri due record nella fantastica notte di ieri cambiavano titolare, il primo relativo al raggiungimento matematico della promozione alla 31a giornata, quando mancano ancora sette partite alla fine, appartenente da 43 anni all'Ascoli di Mimmo Renna.,il secondo relativo al maggior numero di punti ottenuti in una serie B a 20 squadre appartenente al Como del 2001-02 che chiuse il campionato a 74 punti.

Ma record a parte e indipendentemente  da quanti e quali saranno ancora realizzati quello che sembra innegabile è il sapore di vero e proprio miracolo sportivo che questa promozione assume. Non solo perché è frutto di una sana programmazione societaria, ma soprattutto perché è conseguenza diretta ed immediata di quella unione di intenti tra società, squadra e pubblico che negli ultimi anni appare come una delle costanti più belle realizzate nel Sannio.Una costante tanto preziosa quanto rara in un mondo quasi geneticamente orientato verso l’improvvisazione e  l’impulsività delle facili esaltazioni e delle rovinose cadute.

Se tutto questo è stato realizzato nel Sannio, nel profondo Sud dove le difficoltà tradizionalmente sono amplificate,  è sicuramente merito delle capacità e della forza economica del  presidente, Oreste Vigorito.

Il Benevento calcio e la storia di un campionato  che si chiude a suon di record sono innanzitutto espressione di chi ha saputo mettere insieme i pezzi del giocattolo perfetto .

Il merito sportivo è tutto nella forza del gruppo, nella disponibilità al sacrificio e nella voglia di affermazione di un manipolo di ragazzi stupendamente guidato da quel Pippo Inzaghi, alla prima vera affermazione da allenatore, capace di fare della sua voglia di riscatto professionale l’elemento guida di questa incredibile impresa sportiva.

Tutto il resto lo ha fatto  il pubblico, che seppur forzatamente assente negli ultimi tempi,non ha mai fatto mancare lungo l’intero campionato il suo incondizionato amore.