Napoli in scioltezza sul Perugia: decisivi Insigne e Ospina

Si ritorna a giocare a ritmi serrati dopo la pausa natalizia e la lenta ripresa, perché comincia una nuova avventura per il Napoli di Ringhio Gattuso, la Coppa Italia. Il primo ostacolo del Napoli, che entra nel tabellone della competizione direttamente agli ottavi di finale per il piazzamento in Campionato dello scorso anno, è il Perugia di Serse Cosmi, militante in Serie B.

Un po' per le assenze e un po' per trovare la forma migliore, il tecnico azzurro non cambia molto il suo spartito. Il modulo è ovviamente il 4-3-3. Tra i pali c'è ancora Ospina, che vorrà sicuramente cancellare il disastro fatto con la Lazio sabato scorso. Linea di difesa titolare del momento, viste le assenze. Da destra verso sinistra ci sono rispettivamente Hysaj, Manolas, Di Lorenzo e Mario Rui. A centrocampo l'unico a tirare il fiato è Allan, rimpiazzato da Elmas, con Fabian Ruiz e Zielinski ancora titolari. Una mediana sicuramente molto tecnica ed offensiva. È l'attacco, invece, il reparto dove ci sono più avvicendamenti, ben due su tre. Troviamo infatti Lozano al posto di Callejon a destra, prima da titolare per il messicano con Gattuso, al centro Llorente al posto di Milik, mentre a sinistra c'è ancora Insigne. La scelta di puntare ancora sul capitano è sicuramente dovuta alla penuria di uomini anche in avanti, Mertens è ancora out e Younes è da poco rientrato, ma forse voluta anche per dare fiducia a questo giocatore.

Il Perugia di Cosmi risponde con un 3-5-2. In porta Fulignati, difeso da Falasco, Gyomber e Sgarbi. Sugli esterni di centrocampo ci sono Rosi a destra, sicuramente uno dei giocatori di maggiore spicco degli umbri, e Nzita a sinistra. In mediana troviamo Buonaiuto, Carraro e Falzerano. Coppia d'attacco d'esperienza e qualità con Diego Falcinelli e Pietro Iemmello.

LA PARTITA

L'inizio della sfida non è come ce lo si aspetterebbe, perché il Perugia non è venuto a fare da sparring partner al Napoli in vista di sfide più prestigiose. I ragazzi di Cosmi partono forte e sicuri di se, andano alla conclusione per ben due volte nei primi quattro minuti di gara. In entrambi i casi è Pietro Iemmello, che prima trova Ospina da posizione defilata sulla destra e poi manda fuori dal lato opposto a prima rispetto alla porta azzurra. Dopodiché, però, il Napoli prende il dominio del gioco e prima del quarto d'ora sfiora il gol nitidamente due volte, senza contare altre conclusioni meno velleitarie. Il primo è Elmas dal limite, che però manda sul fondo. Poco dopo ci prova Fabiana dopo una bella discesa personale, ma Fulignati devia in angolo. Sugli sviluppi dello stesso Manolas dà l'illusione del gol al San Paolo, colpendo all'altezza primo palo solo la rete esterna. Un minuto dopo Lozano viene imbeccato con un perfetto filtrante in area da Insigne, la conclusione non è però forte e il portiere umbro si salva ancora. 
Dopo una serie di tentativi un po' a vuoto da ambo le parti al 21' Manolas ripropone la stessa  conclusione di testa su corner dalla sinstra. Questa volta, però, lo stacco è sul secondo palo, ma il finale è lo stesso: rete esterna e solo illusione del gol.

Un paio di minuti dopo, però, il Napoli trova il vantaggio. Lozano riceve a destra e trova un uno-due micidiale con Llorente. Il messicano entra in area, ma prima della conclusione viene steso da Nzita. L'arbitro Massimi non ha dubbi ed assegna il penalty. Dal dischetto si presenta Insigne, che spiazza Fulignati nell'angolino alla sua destra.

Dopo la rete non succede moltissimo, con il Napoli che controlla in scioltezza ma non affonda. Due mezze occasioni arrivano dalla destra con Lozano, che cresce di minuto in minuto, ma su entrambe le conclusioni il messicano viene ribattuto dai difensori ospiti. Il Napoli però trova il verco al 34'. 

Punizione di Mario Rui dalla corsia di destra. Il cross sul primo palo viene allontanato con un braccio da Falcinelli. Massimi non se ne accorge, ma poco dopo viene richiamato dal VAR. Il giudice di gara dopo un breve silent check decide di andare a rivedere le immagini di persona ed assegna il penalty. Alla battuta si presenta di nuovo Insigne, che questa volta batte l'estremo difensore del Perugia nell'angolino basso opposto rispetto a prima, alla sua sinistra.

Nei due minuti di recupero concessi da Massimi succede di tutto. Prima il Napoli troverebbe il terzo gol con Zielinski in contropiede, ma la rete viene annullata per fuorigioco visto dal guardalinee. Poi il Perugia trova l'occasione per riaprire la sfida.

Quasi allo scadere c'è un presunto fallo da rigore per i ragazzi Cosmi per una  presunta deviazione di Hysaj sul fronte difensivo destro del Napoli. La situazione diventa thriller, perché c'è prima un silent check, poi un controllo al VAR dell'arbitro, infine una sorta di secondo silent check. Alla fine Massimi assegna il tiro dal dischetto, sul quale si presenta Iemmello. Ospina, però, si fa perdonare almeno in parte l'errore di sabato a Roma, neutralizzando la conclusione del centravanti ospite. Il colombiano si tuffa verso l'angolino basso alla sua destra e ferma la sfera.

La ripresa è sicuramente meno interessante, tutti hanno la sensazione che il risultato sia oramai acquisito da parte del Napoli. Gli Azzurri si limitano a controllare e cercare di arrivare in area palla al piede, non riuscendo mai ad impegnare Fulignati però. Interessanti alcune mezze occasioni di Llorente e Zielinski, ma nessuna arriva nello specchio. L'unico ad arrivarci è Insigne dopo il 65'. Da canto suo il Perugia non mette certo a ferro e fuoco la metà campo azzurra in cerca del pari. L'unica eccezione è una conclusione di Iemmello subito dopo il rientro in campo delle squadra, che viene però fermata da Ospina. Cosmi cerca anche di cambiare le carte in tavola, mettendo entro l'ora di gioco Dragomir al posto di Buonaiuto e Melchiorri per Iemmello, ma niente cambia. La cosa più interessante dei primi venti minuti è il debutto di Demme al posto di Fabian al 65'. 
Al 70' c'è una grande occasione per gli ospiti per riaprire la sfida. Azione insistita sulla destra di Rosi, che supera Insigne e Mario Rui e mette al centro. Falcinelli stacca da posizone leggermaente defilata, ma completamente indisturbato. La sfera esce sul fondo alla destra di Ospina dopo aver attraversato l'intero spercchio della porta.
Si arriva così stancamente agli ultimi dieci minuti, con Cosmi che getta nella mischia anche Konate al posto di Carraro e Gattuso che mette Callejon per Lozano. Proprio dopo l'80 arriva una buona occasione per parte. Ci prova prima il Perugia con Falasco, che calcia di prima dalla lunghissima distanza e sfiora il palo alla sinistra di Ospina. Un paio di minuti dopo sul fronte opposto ci prova Elmas con un movimento a rientrare dalla sinistra un po' alla Insigne, ma Fulignati respinge. 
Nel finale il Napoli si abbassa molto, lasciando il gioco al Perugia e puntando sulle ripartenze. Gli ospiti non si rendono pericolosi, effettuando solo qualche traversone. Il Napoli comunque non riparte con grandissima aggressività e non crea grandi pericoli. L'unico tentativo è ancora di Elmas, che sfrutta una buona ripartenza di Allan, che allarga per Callejon e crossa. La palla arriva al limite al macedona, che di prima al volo trova la porta, ma Fulignati c'è. Poco dopo la sfida si chiude sul 2-0 per il Napoli.


IL COMMENTO

Il Napoli visto oggi è sicuramente difficile da commentare. Troppa la differenza di livello fra le due squadre, nonostante la stagione negativa degli Azzurri. Dopo cinque minuti il Napoli ha preso il controllo della gara senza nemmeno forzare ritmi e giocate, accennando un lieve calo solo intorno al settantesimo. In tutto questo il Perugia ha tirato nello specchio non più di quattro o cinque volte, rigore compreso, ma quasi tutte le conclusioni sono arrivate dal limite. Sicuramente non possiamo parlare nemmeno di un Napoli esaltante, visto che anche i ragazzi di Gattuso non hanno trovato la porta umbra con facilità e che sono serviti due rigori, per carità, sacrosanti. Sicuramente si può parlare di una buona prestazione, che ha visto, però, ancora mancare qualcosa davanti e una tenuta difensiva che contro certi avversari sarebbe dovuta essere ancora più solida, poi certo, ci sono sempre le assenze.
Ci possiamo soffermare sui singoli. Sicuramente questa sfida serviva ad Ospina ed Insigne, protagonisti decisivi ed in senso positivo, che forse si liberano un po' dei fantasmi recenti. Bene Lozano, che Gattuso dovrà imparare ad usare di più, considerando anche che lui e Callejon interpretano il ruolo in modo completamente diverso, e questo può essere solo un vantaggio. Discreta anche la prova di Demme, che mostra corsa, recupero palla, piede discreto e personalità - va subito a battere la punizione. Ovviamente dovrà fare molto di più, ma deve imparare ancora schemi nuovi e calcio diverso.