Genoa- Napoli: gli azzurri espugnano il Marassi soffrendo troppo

Pronti. Partenza. Via: Bentornato campionato. Bentornate domeniche di calcio e arrivederci a spiagge e ombrelloni. In realtà per gli azzurri non è “il primo ciak calcistico”, avendo già disputato nelle settimane precedenti i due matches di preliminari di Champions league, che hanno visto vincitori i baschi dell’ Ahtletic Bilbao. Tra i sostenitori partenopei la delusione per questo fiasco brucia ancora, amareggiati soprattutto dalla prestazione al limite del mediocre degli uomini di Benitez. Per tale motivo le critiche e i fischi hanno riempito giornali e stadi, creando i primi “casi di malumore” prima ancora di cominciare. Ma la forza di una squadra si palesa nella capacità di stringersi forte, supportarsi a vicenda e fare del fondo su cui si precipita, un trampolino per rilanciarsi verso la luce. Se il buon e caro Troisi ripartiva da tre, il Napoli deve ripartire da zero, concentrandosi sul campionato, senza prendere sotto gamba il percorso di Europa League, non prestigioso come la Champions, ma pur sempre una buona vetrina europea.

I 90 MINUTI- Le buone abitudini non sono state dimenticate. E prima del fischio d’ inizio di Genoa- Napoli, un bell’abbraccione di gruppo tra Higuain e compagni, è quello che ci vuole per zittire i miscredenti e i pessimisti. Tralasciando il romanticismo, nel concreto ci pensa Callejon che va subito in rete, riscattando con un goal spettacolare le prestazioni precedenti, decisamente sottotono. Peccato per Hamsik, che a causa di un piede messo male e un tiro erroneamente calibrato, lancia in curva il pallone del raddoppio. Ovviamente il Genoa non resta a guardare, rendendosi pericoloso in un paio d’occasioni. Ma Rafael stupisce con due parate straordinarie, emozionanti quanto un goal. Il vantaggio dura poco, in quanto Pinilla approfitta di una fase di rilassatezza azzurra, siglando una splendida rete.  Il Genoa è galvanizzato e il Napoli comincia a scomporsi, con un gioco disconnesso e di solisti. Si conclude così un primo tempo dalla doppia faccia,con un esordio del Napoli stellare e un Genoa compatto e ben concentrato, capace di sfruttare dei troppi spazi lasciati da un Napoli in fase discendente.

 Sì riparte in parità, ma ci sono ancora quarantacinque minuti per cercare di cambiare le sorti della partita e cercare il riscatto che il Napoli cerca. I primi venti minuti sono pieni di emozioni da entrambe le parti, gioco duro e azioni al cardiopalma. L’atmosfera è calda ed arriva il momento di Mertens, ormai diventato il “jolly” del secondo tempo. Scorrono via minuti di sana pazzia e fermento. Il pallone scivola velocemente da una parte all’altra del campo. Non c’è un momento per rifiatare, la vittoria è agognata da entrambe le parte. Ogni azione, un brivido. Siamo quasi allo scadere e tutto sembra immutato. La speranza in una vittoria azzurra si affievolisce, con lo scorrere veloce dei minuti di recupero. Ma all’improvviso un boato risuona nello stadio. De Guzman, con uno scatto repentino, taglia l’aria di rigore avversaria e Perin può fare ben poco. In extremis il Napoli vince e porta a casa un bottino di tre punti.

I SOLITI ERRORI- Una vittoria importante per gli azzurri, capace di risollevare il morale della squadra e della dirigenza, messo a dura prova dal ciclone di critiche che ha registrato i suoi effetti devastanti soprattutto sulla  tifoseria, delusa dal mancato ingresso alla Champions. Ovviamente, una vittoria fa sempre bene,ma non sempre:chi comincia bene è a metà dell’opera, e per il Napoli, purtroppo, è ben chiaro. Nonostante l’esito positivo, persistono quei vecchi problemucci di difesa, ancora troppo porosa e poco compatta, in cui regna confusione nelle sovrapposizioni e nelle marcature. Per non parlare del classico atteggiamento degli azzurri, che quando raggiungono il vantaggio nella prima frazione di gioco, precipitano in una mollezza di gioco e costruzione, durante la quale si subiscono goal con troppa facilità.  Se il Napoli vuole puntare in alto e per dirla alla Mourinho  vuole ottenere “tituli”, è necessario intervenire e sradicare questi problemi. Solo così costateremo quel “lancio di qualità” che si auspica da tempo e di cui questa città e questa tifoseria necessita.

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