Atalanta-Napoli: tre mosse vincenti…per non vincere

Le premesse e i presupposti c’erano per bissare la prestazione e il risultato contro il Verona.

La rinascita di Higuain.Il carattere della squadra ritrovato. La goleada. Il morale alle stelle. E l’Atalanta,un’avversaria discreta, ma da poter facilmente sconfiggere da questo Napoli guarito.

La partita si sarebbe potuta risolvere in tre mosse: Attaccare, costruire e vincere.

Invece il Napoli ha: Attaccato, costruito…e pareggiato.

 Eppure tutto sembrava girare bene. Grintoso l’ingresso in campo degli azzurri, che lasciano poco respiro ai padroni di casa. Lo stesso Hamsik, rigenerato dalla doppietta, fa a gara con Martens, contendendosi il primato di “incursionista” e sfiorando in diverse occasioni il goal. Più marcato Higuain, che trova spazi in rari momenti di gioco. Ma quando lo fa, semina il panico. Per non parlare di David Lopez, migliore in campo, che prova, nei primi minuti, un tiro dalla distanza, scaraventato però sulla traversa. Il Napoli impartisce lezioni di calcio ai neroazzurri, pericolosi solo su una punizione assegnata a Denis, che in maniera maldestra, colpisce la barriera azzurra posizionata da Rafael. Una mole di gioco enorme, un possesso palla altissimo e pochissimi errori. Eppure il goal non arriva.

Ma come spesso succede, più si cerca qualcosa e più non si trova. Così nel secondo tempo a portarsi in vantaggio sono proprio i padroni di casa con Denis di testa al 12′.

Ma è il Napoli a schierare la sua PRIMA CARTA VINCENTE, contribuendo al goal del suo ex, per la solita POROSA E FRAGILE DIFESA, che ancora una volta si dimostra lenta nel ricompattarsi, soprattutto durante i contropiedi avversari, e sempre disordinata nelle marcature e nelle sovrapposizioni.

Nonostante ciò, il Napoli continua a “giocarsela”, costruendo e attaccando. E l’occasione per pareggiare i conti viene servita su un piatto d’argento da Ghoulam a Callejon. Ma lo Spagnolo fa qualcosa di incredibile. Alza sulla traversa, con il mancino, a pochi centimetri dalla porta, una palla che doveva solo essere delicatamente accompagnata in rete.

Così, neanche la SECONDA CARTA VINCENTE DEL NAPOLI non manca mai: LA POCA TRANQUILLITA’ E LUCIDITA’ SOTTO PORTA. Non basta lo spettacolo e il possesso palla per far vincere una squadra. Il piacere “per gli occhi” non sempre ripaga il piacere di vedere la propria squadra del cuore, alta in classifica. E il Napoli soffre di questa patologia:corre più di tutti in campo,per poi collassare sotto rete, perdendo tutto il lavoro fatto.

Ma nonostante ciò, il goal arriva al 42′ con Higuain. Un pareggio difficile da suggellare, a causa della poca professionalità e sportività dei padroni di casa,che impauriti dal gioco del Napoli, perdevano tempo commettendo falli inutili e cascando da soli.

La partita si riapre. E anche a favore del Napoli, che pochi minuti dopo ha l’occasione di vincere su rigore.

Higuain si prepara. Parte. Rallenta. Guarda la porta. Tira a mezz’altezza. E Sportiello para.

TERZA E ULTIMA CARTA VINCENTE: LA SFORTUNA ALLE PORTE.

Il tiro era prevedibile? Higuain avrebbe dovuto optare per scelte diverse? Forse si o forse no.

Di certo gli azzurri hanno avuto tante occasioni nitide per vincere questa partita. Ma lo spreco è ancora l’handicap azzurro.

E se contro l’Atalanta si è riusciti a rimediare con un pareggio. Contro la Roma, niente verrà perdonato.


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.