Napoli-Cagliari: risbucano gli scheletri nell’armadio

Dopo la pausa nazionale, come la consuetudine calcistica insegna, può succedere di tutto. Un pò la stanchezza, un pò il jet-lag che appesantisce le gambe e un pò i climi e i fusi orari diversi, rendono le domeniche di campionato un vero terno a lotto per i più accaniti scommettitori di bollette. D’altronde il calcio è come una palestra, solo la costanza e l’esercizio continuo porta a buoni risultati, ma basta saltare un paio d’allenamenti per ritrovarsi qualche passo dietro rispetto a ciò che si era raggiunto in precedenza.

L’ANTEFATTO: Il calendario sembra a favore del Napoli. Il Cagliari non è di certo una squadretta da niente, ma neanche una big da paura. Quindi i pronostici sono a favore degli azzurri. Benitez fa del suo meglio, schierando i più freschi della rosa. Preferendo in attacco De Guzman, che ha guadagnato sul campo questo posto da titolare e lasciando rifiatare al centrocampo David Lopez, per dare spazio ad Inler. Infine schierando una difesa composta da Maggio, Henrique, Koulibaly e Ghoulam. Immancabili Callejon, Higuain, Hamsik Gargano. La formazione c’è.

IL FATTO: L’inizio sembra auspicare una partita tutta azzurra. Al 10′ Higuain va subito in rete, sfruttando una distrazione difensiva degli avversari. Anche se il gioco del Napoli non è strepitoso e spettacolare come il solito e le occasioni da goal non sono tante, gli azzurri cercano di fare del loro meglio contro un Cagliari, fino a questo momento assopito. Il raddoppio arriva con Inler al 30′, con uno dei suoi siluri tesi dalla distanza, che ribalza davanti alle mani di Cragno, già pronte per la presa, per finire elegantemente in rete. La partita è in mano agli azzurri, fin quando Ibarbo al 37′ rimischia le carte in gioco, accorciando le distanze. Il risultato provvisorio è di 2 a 1.  Al Napoli non resta che gestire bene la palla, cercando di mantenere il controllo della gara così da lasciare pochi spazi agli imprevedibili cagliaritani. Ma la partita assume tutta un’altra faccia. gli ospiti si portano subito in vantaggio con Farias al 47′, lasciato in piena libertà, da una difesa sbaragliata e poco concentrata. Il Napoli sembra faticare molto contro un Cagliari galvanizzato dopo il pareggio. Ma nonostante la macchinosità nelle manovre di costruzione, merito anche di una difesa ben disposta, dopo vari e vani tentativi, De Guzman porta in vantaggio il Napoli al 61 ‘, grazie ad un assist lungo di Maggio. Ma ancora una volta il Napoli, si fa rimontare, per un ennesimo errore della difesa. Una distrazione di Rafael, con un passaggio corto per Kouilibaly, si trasforma in assist per Farias che al 67′ fa parare i conti.

LE CONSEGUENZE: Non è stata una bella partita. Certo ci sono stati tanti goal, ma realizzati no per il merito di un singolo o della squadra, ma decisamente per errori della squadra attaccata. Ancora una volta, il Napoli ostenta tutti i suoi limiti: una difesa che ancora commette errori banali e un centrocampo poco creativo a causa di un Hamsik, che di momenti di lucidità ne ha avuti ben pochi. Se a ciò si aggiunge la poca precisione nei passaggi e il virus dell’inconcludenza sotto rete, più che un cocktail esplosivo, mi sembra decisamente un cocktail distruttivo. Arrivati a questo punto del campionato, il Napoli non può commettere nessun altro errore. Non deve lasciare punti importanti durante il suo tragitto,soprattutto in quelle partite in cui la vittoria è a portata di mano.

La priorità di Benitez è quella di ritrovare gli equilibri e la concentrazione di prima, ma soprattutto cercare di rendere più solida la retrovia azzurra, ancora insicura e porosa.

 

 


Download PDF


I commenti sono chiusi.