Le streghe son tornate

“Tremate, tremate le streghe sono tornate!”

Con questo slogan le femministe degli anni 70 scesero in piazza per richiedere i loro i nostri  diritti, usando quest’auto identificazione con le streghe per dare forza alle proprie rivendicazioni. La strega, infatti, è una figura femminile molto acuta e tenace, che ha subito per secoli condanne e discriminazioni. Tante donne “marchiate” da quest’appellativo furono torturate e “arrostite” sui roghi, le streghe erano donne “diverse” non accettate dalle società, erano sinonimo di crudeltà. Secondo la letteratura popolare si riunivano in congressi (non lo fanno un po’ tutte le donne, pur senza operare malefici?), e solitamente la loro immagine è associata a pentoloni, cappelli, scope e intrugli fumosi. Ma le streghe possedevano un bagaglio di conoscenze e rimedi che permettevano anche di curare e guarire. Non solo donne di natura perfida e dall’aspetto orribile dunque, ma anche guaritrici. Qualsiasi donna che godesse di qualunque tipo d’indipendenza poteva essere considerata strega. Tutte le donne che restavano fuori dal controllo maschile, al margine della loro tutela attraverso la famiglia, o che si mantenevano fuori o ai limiti dei ruoli femminili prescritti per loro, erano elementi perturbatori dell’ordine sociale stabilito. Donne sole, nubili o vedove, povere, ricche, vecchie, straniere. La paura era ovunque. Quante ne abbiamo conosciute di streghe bellissime o orrende, di quante abbiamo letto o guardato al cinema ed in televisione? Le streghe sono dovunque e in ogni epoca. E oggi? Le streghe esistono ancora? Certo! Le streghe esistono eccome! E ci sono quelle buone e quelle cattive (ahimè di queste ultime ne conosco alcune). Non sono certamente brutte come la strega di Biancaneve, non usano la scopa per i loro spostamenti come Maga Magò e non si agghindano con cappelli a punta e lunghi abiti neri. Usano internet, l’auto e il cellulare, vanno nelle beauty farm e sono curate in ogni dettaglio. Ognuna ha “quel non so che” che ci affascina e che, a volte, fa pensare… Ma siamo proprio noi!!! Ma vorrei parlare delle streghe buone, intendo quelle donne caparbie che hanno sfidato la società dei loro tempi, quelle libere dalle gabbie convenzionali loro imposte (vedi Giovanna d’Arco), libere di decidere per se stesse, che lottano e combattono sul terreno della quotidianità, quelle che per sostenere i loro diritti spesso pagano con sacrifici enormi e non di rado con la loro stessa vita. Donne normali che con il loro amore e la loro forza fanno grandissime magie anche senza strizzarsi il naso come la famosa strega Samantha. Donne libere di decidere del proprio corpo, capaci di mantenersi, brave ad amare ma anche a stare da sole. Come le mamme ad esempio, non adoperano la magia forse per muoversi e ottemperare alle loro mille attività? E le donne, le tante donne, che sfidano i regimi nel mondo, come Aung San Su Ki che lotta da anni per la democrazia e i diritti dell’uomo in Birmania, subendo ingiustizie di ogni genere, non sono forse delle streghe che, pur correndo il rischio del fuoco, ora trasformatosi in bombe, proiettili e kalashnikov, vanno avanti per la loro strada con forza e tenacia? Per non parlare delle tante giovani donne musulmane che pagano con torture e sevizie, ma ancora più spesso con la loro vita, il desiderio di poter appartenere, seppur in minima parte, al mondo occidentale. Mi viene in mente la strega dai capelli rossi del racconto di Oscar Wilde “Il Pescatore e l’Anima”. Un pescatore s’innamora di una sirena ma per sposarla deve allontanare da se la sua anima. Allora chiede aiuto a una strega che lo invita a ripensarci. “Allontanare l’anima è una cosa terribile a farsi”. Ma il pescatore insiste e la strega allora gli dice: «Quello che gli uomini chiamano ombra del corpo non è l’ombra del corpo, bensì il corpo dell’anima. Fermati sulla riva del mare con le spalle alla luna, e taglia via dai piedi la tua ombra, che è il corpo della tua anima, dì alla tua anima di lasciarti, e lei lo farà… Vorrei non avertelo detto» e si aggrappò alle sue ginocchia piangendo. Queste sono le streghe. Donne che sfidano lo strapotere maschile. Donne che possiedono quella forza, quella energia, quella determinazione ma soprattutto quella umanità capace di cambiare gli eventi che ci circondano. Ma anche donne che tentano, invano, di salvare l’anima di questo mondo.


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