L’Olimpico sotto il segno di Higuain

lazio_napoli_higuain_insigne-1024x700 (2)Dopo la sconfitta in casa contro i bianconeri, gli azzurri cercano un riscatto all’Olimpico contro la Lazio, reduce da un derby terminato in parità, ma pieno d’emozioni. Dai pronostici risulta che non sarà una partita semplice, sia per la qualità delle due squadre, ma soprattutto per una questione “classifica” : ambire a quel terzo posto che profuma di Champions.

LA GARA: Già dai primi minuti, i pronostici trovano giustizia: La Lazio ha un buon gioco e soprattutto difende bene e il Napoli fatica a trovare spazi. E sono i padroni di casa a creare più azioni pericolose. Ma il Napoli soffre, ma non molla. Difende senza perdere lo sprint offensivo, e man mano il Napoli sale in cattedra, culminando con il goal di Higuain al 18’. Il Pipita da una posizione defilata, incrocia e mette in rete.  Dedica il goal all’amico Insigne, furi dal terreno di gioco a causa di un brutto infortunio, augurandogli così una buona guarigione e un repentino rientro. Subito dopo, segue un’incursione di Martens, fermata da un intervento in scivolata del portiere. Con una Lazio ridimensionata e un Napoli galvanizzato, il ritmo della gara cambia. Più movimento e più imprevedibilità. La due squadre alternano momenti di sofferenza a momenti di foga offensiva, al punto che Ledesma da un calcio piazzato, sfiora la traversa. La Lazio riprende in mano le redini della gara, restando in attacco e offrendo “in percussione” una serie d’azioni che impegnano, non poco, Rafael e la difesa. I padroni di casa, cercano il goal e lo fanno con un gioco più aggressivo e veloce rispetto al Napoli, che riesce a scampare il pericolo rispondendo con un’azione difensiva più compatta del solito. Il primo tempo termina con il Napoli in vantaggio di una lunghezza rispetto alla Lazio.

Grintoso il rientro degli azzurri, rimediando da subito una punizione da una posizione interessante, che però colpisce la barriera. Gli animi si accendono quando i biancocelesti reclamano un rigore per un tocco di braccio di Albiol e Maggio in aria, ma le immagini svelano l’ involontarietà del gesto, avendo i difensori le braccia attaccate al corpo. Pochi minuti e ci riprova ancora Higuain ad allungare le distanze, ma la palla esce fuori di pochissimo. Al 13‘ è Martens a reclamare un rigore, per una trattenuta in aria. Ma anche in questo caso Rizzoli prende la decisione giusta e ammonisce il Belga per simulazione. Nessuna delle due squadre ha tempo per rifiatare, la tensione è alta e una minima distrazione costerebbe caro. Soprattutto se di fronte ci si ritrova una Lazio che non smette di mollare, di combattere e di mettere in difficoltà gli azzurri, che non si lasciano mai trovare impreparati. Più scorrono i minuti e più la trepidazione sale. Le due rivali giocano a ritmi altissimi, e la partita diventa uno spettacolo in cui la suspense è così vibrante che ci si aspetta il colpo di scena da un momento all’altro. Sul scadere la Lazio ha l’ultima occasione ancora su calcio piazzato, ma è Rafael con una presa sicura a blindare il vantaggio. E colpo di scena fu.

Lazio-Napoli: 1-0

VITTORIA DI CARATTERE: Si dice che solo quando  si combatte contro un nemico dalle pari qualità, si può apprezzare con maggiore entusiasmo la vittoria. E così è stato per il Napoli. E’ riuscito a vincere contro una Lazio agguerrita che non ha mai perso né la speranza, né il passo, fiduciosa nel rimontare. Ha dato filo da torcere agli azzurri, creando azioni pericolose e un gioco offensivo e veloce. Ma gli azzurri hanno dimostrato non solo di avere un buon ritmo nelle gambe, che gli ha permesso di gestire la gara con forza e grinta, ma soprattutto hanno dimostrato carattere e personalità, riuscendo a blindare un vantaggio, conquistato nei primi venti minuti di gara, fino alla fine del match. La sufficienza va anche al nuovo acquisto azzurro: Ivan Strinic, per la buna prestazione sulla fascia sinistra. Ma ci riserviamo valutazioni più accurate solo tra qualche altro incontro.


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