Ottavi di Coppa: Napoli decisivo ai rigori contro l’Udinese.

hi-res-5b651b7d9f72db43bba6524fee300490_crop_northIl ricordo della finale di Coppa Italia è un ricordo “mezzo felice e mezzo triste”. La felicità nell’alzare un trofeo così importante venne smorzata dalla notizia di un’aggressione ad un tifoso azzurro, che rimase gravemente ferito. Il tifoso era Ciro Esposito. E tutti sappiamo come è andata a finire.

Ciro non c’è più. Non ce l’ha fatta. E la rabbia e la tristezza per una morte insensata, fa ancora male. Perché per il calcio si vive, non si muore. E il nome di Ciro resterà per sempre impresso su quella coppa, sporcata da sangue innocente.

Ieri il Napoli è tornato in campo, per ricominciare questo nuovo cammino. Contro L’Udinese. Squadra ostica, che ha sempre messo i bastoni tra le ruote agli azzurri. Le due compagini sono scese in campo rivoluzionate. Anche se il turnover più drastico è toccato al Napoli, “ri-formato” dalla difesa all’attacco. Come domenica, a dare forza al Napoli è ancora l’indimenticabile Pino, sulle note di Napul’è.

PARTITA INFINITA: La partita da subito si mette a favore del Napoli. Nei primi minuti Orsato assegna un calcio di rigore agli azzurri per una trattenuta su Zampata. Sul dischetto va Martens, ma prende in pieno la traversa. E sfuma miseramente la possibilità per gli azzurri di portarsi in vantaggio e dare una piega diversa alla gara. Ma l’errore non condiziona emotivamente i padroni di casa, continuando a giocare con personalità e convinzione, creando molte azioni interessanti ma poco pericolose. Penetrare l’aria di rigore avversaria non è facile, i bianconeri difendono bene e non disdegnano interventi fallosi pur di spezzare la fluidità del gioco azzurro. Il Napoli riesce a tenere il dominio della gara, registrando un possesso palla altissimo, ma l’elevato dispendio di energia azzurra, non è ripagata ancora con una giusta finalizzazione in rete. Una prima mezz’ora con un Napoli sorprendente, le cui azioni e la grinta nel governare il pallone rendono la partita vivace e spettacolare. Ma a parte il bel gioco e tante azioni al cardiopalma, il risultato resta immutato: 0 a 0.

Mentre le due compagini rifiatano dopo un primo tempo asfissiante, i tifosi infreddoliti sugli spalti si lasciano riscaldare il cuore dalle note e la voce di Pino Daniele con “Terra mia“.

Il secondo tempo si riapre con un’Udinese più aggressiva, che impegna il giovane portiere azzurro in un paio d’interventi non facili. Ma il pericolo non è scampato e al 14′ Thereau mette in rete facilmente, trovando “campo aperto” grazie ad una difesa inesistente e incapace di ricompattarsi in tempi veloci. Pur di difendere il vantaggio si è disposti a tutto, si sa. Ma ingenuamente i bianconeri cadono di nuovo nello stesso errore del primo tempo e per una trattenuta in aria sempre su Zapata. L’arbitro non può fare altro che assegnare un rigore agli azzurri. Questa volta sul dischetto si presenta Jorginho, che con un tiro rasoterra e a media velocità, mette in rete.

I conti si pareggiano, ma gli animi si surriscaldano. Così, per un ennesimo fallo ai limiti dell’aria di rigore, Widmer viene ammonito ed espulso al 19’. L’Udinese in dieci, tiene ancora testa al Napoli, senza privarsi del tentativo di cercare addirittura il vantaggio. Il Napoli difende e attacca, con la foga di chi ha voglia di vincere questa gara, ma i novanta minuti abbondanti non bastano per decretare il vincitore.

E si va ai tempi supplementari. L’Udinese, per niente impensierita dell’inferiorità numerica, passa all’attacco, avvicinandosi pericolosamente al goal. Ed è  proprio quando una truppa è in difficoltà, che ci si aspetta un’iniziativa del proprio generale per mettersi in salvo. E così arriva, inaspettata, la rete del capitano Hamsik, dalla distanza incrocia e il suo siluro bacia il palo prima di entrare in rete. 2 a 1.

Ma per i festeggiamenti bisogna aspettare. E a rovinare la festa è proprio Kone, sullo scadere, con un tiro forte e angolato, decreta il 2 a 2. Nel secondo quarto d’ora di supplementari, il Napoli subisce e soffre l’aggressività dei bianconeri. Ancora una volta sono gli azzurri ad avere l’opportunità di chiudere la partita con Martens, che di testa, spreca un delizioso cross di Callejon, mandando sopra la traversa.

E via ai rigori. Fernandes è il primo e rompe il ghiaccio andando a segno. De Guzman, segue e non sbaglia . Andika mette sotto la traversa. Jorghigno spiazza il portiere a mezza altezza. Konè viene intuito dal portiere che smanaccia con poca forza ma non riesce ad evitare la rete. Mesto ripara all’errore del portiere. Danilo punta sulla potenza e lancia un siluro centrale. E anche Hamsik ritorna al dischetto con orgoglio, e non delude i tifosi. Allan intuito è parato. E alla fine tocca al Pipita. Un solo tiro decreterà la squadra destinata a continure il percorso di Coppa. Non sbaglia. Mette nel setter. Il Napoli vince.

ADESSO CONTINUITA’: Nel complesso è stata una bella gara. I detentori del titolo sono riusciti a portare a casa una bella vittoria contro l’Udinese, che non ha mai mollato fino alla fine. Ed è stata appunto questa competitività e aggressività nel giocare che ha assicurato uno spettacolo emozionate e mai  noioso. Anche senza i titolarissimi, gli azzurri hanno puntato all’obiettivo finale : Vincere. Decisivi sono stati Hamsik,e Higuain. Il primo è riuscito a pareggiare in extremis, “rifocillando” la speranza con i calci di rigori. Il secondo ha dato concretezza alla speranza, siglando il rigore della vittoria. Una prestazione al di sopra della sufficienza. Una vittoria di carattere. Ed è questo orgoglio e questa personalità che il Napoli deve “ostentare” in ogni gara. Perché sono queste caratteristiche che danno continuità e nutrono i sogni.


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