Il Napoli gioca d’azzardo e fa un bel poker

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Spezzata contro il Palermo la scia di vittorie in campionato, a causa di un atteggiamento passivo e disfattista degli azzurri, si ritorna il Europa League, sperando con una carica motivazionale diversa. Ora tocca agli uomini di Benitez dimostrare che uno scivolone non preclude la possibilità di rialzarsi a testa alta e riprendere la corsa, qualsiasi sia l’obiettivo. E non c’è occasione migliore per riscattarsi dalla brutta figura in campionato, se non ai sedicesimi d’andata di Europa League, contro il Trabzonspor.

FACILE A DIRSI…E A FARSI: Inizio eccellente per gli azzurri. Da subito agguerriti e aggressivi. E questa foga vincente viene da subito ripagata al 6 ‘ con un goal meravigliosamente particolare di Enrique. Nato da un calcio d’angolo e seguito da un fraseggio rocambolesco in aria tra Koulibaly e il portiere turco, anche se alla fine tocca ad Enrique buttarla dentro di testa grazie ad un rimballo infelice del portiere. I turchi giocano duro, corrono e mordono. Ma il Napoli ha dalla sua parte tanta tecnica e intelligenza tattica, che premia il Napoli ancora una volta al 19 ‘. Marcatore di questo secondo goal è il Pipita, spalleggiato da Gabbiadini che trova strada libera sulla fascia e serve un assist ad Higuain posizionato davanti la porta. Un gioco da ragazzi mettere in rete. Ma non c’è due senza tre. Ed è proprio il neoacquisto Gabbiadini a siglare al 27 ‘ il terzo goal: Albiol con classe inaspettata serve da circa trenta metri Gabbiadini, che elegantemente di spalle alla porta riceve la palla dal compagno, per poi girarsi in un fazzoletto e mettere in rete. È un Napoli Show. Tutti hanno voglia di mettersi in mostra e di stravincere. Più di tutti, Higuain che regala una pillola di sopraffina classe: serpeggia con palla al piede tra tre difensori e con estrema lucidità e compostezza arriva in aria di rigore per colpire clamorosamente l’incrocio dei pali. Un vero peccato, che non ripaga il grande gesto tattico dell’attaccante. Il Napoli è feroce, fa paura. Anche Gabbiadini sfiora la doppietta da un calcio piazzato, ma in extremis il portiere riesce a smanacciare. Si conclude il primo tempo con un grande Napoli che ha dominato la gara dall’inizio alla fine.

Il ritorno in campo non smentisce ne controverte l’inizio del precedente. Già dai primi minuti il Napoli ritorna a martellare la difesa avversaria con una seria d’azioni spettacolari. Gli azzurri non sono sazi del tris e con la stessa determinazione del primo tempo materializzano idee e divertano i tanti sostenitori azzurri accorsi per sostenere la squadra. Martens sbrana l’occasione di mettere anche la sua firma su questa vittoria, sbagliando clamorosamente sul dischetto, direzionando la palla all’esterno dei pali. Solo sullo scadere ci pensa Zapata a siglare il poker azzurro sfruttando una respinta maldestra del portiere, frutto di una presa troppo frettolosa.

RICOMINCIO DA…QUATTRO: A prescindere dalle diatribe calcistiche sul diverso valore qualitativo delle squadre, il Napoli ha disputato un’ottima gara. Ha saputo sfoderare le sue armi vincenti, tecnica e velocità, per stravincere contro una squadra, certamente inferiore al Napoli, ma che ha saputo tenere testa agli azzurri fino alla fine. La personalità di questa squadra è riuscita a sovrastare ogni critica deleteria e a dimostrare che una partita storta, non cancella ne’ distrugge tutto il “bello e il buono” che è stato fino fino ad ora. D’altronde è questo l’atteggiamento dei vincenti: rialzarsi subito, stringere i denti e continuare a vincere. E il Napoli l’ha fatto. Inoltre vanta una rosa completa e competitiva su cui poter fare sempre affidamento. Non esistono giocatori A e giocatori B. Ma tutti sono messi allo stesso livello. E in campo viene schierato solo chi è più in forma, a prescindere dal nome e dal numero stampato dietro la maglia.

Allora la sconfitta contro il Palermo sarà stata solo una parentesi? Sarà il campo a decidere. E lunedì sera contro il Sassuolo avremo le prime risposte.


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