SVUOTA TUTTO: il Napoli svende prestazioni e regala punti per Pasqua.

133596490Dopo la lunga pausa forzata, per le chiamate in nazionale, riprendere il campionato con la Roma rivale, non prospetta, di certo, una partita facile e tranquilla. Soprattutto se si considera che tra gli azzurri, più del 70% ha dovuto affrontare lunghi viaggi per raggiungere le proprie nazionali. Quindi la stanchezza e la poca freschezza mentale e fisica per lo stress accumulato durante il viaggio, possono risultare pericolosi handicap che condizionano negativamente le prestazioni. Se poi si considera che con i giallorossi, da sempre, non corre buon sangue, sia per una rivalità agonistica ancestrale e sia per i tragici e spiacevoli incidenti recenti, le difficoltà aumentano. Inoltre le due compagini provengono da un periodo calcistico in discesa, con troppe sconfitte e bottini di punti decisamente scarsi.

Insomma “ La Voglia di Riscatto” dovrebbe essere la parola d’ordine per blindare una vittoria.

LA PARTITA DEI PERDENTI: Lenta e noiosa. Questi sono gli unici aggettivi per descrivere i primi venti minuti di una gara segnata più da falli da cartellino che da tiri in porta. A dare uno scossone alla gara è la Roma, che con una costruzione fraseggiata sotto rete, manda al 24 ‘ Pjanic a segno. I padroni di casa ritrovano, con questa rete, maggiore fiducia e sicurezza, riuscendo a gestire il gioco meglio del Napoli, che ostenta un atteggiamento passivo nonostante lo svantaggio. Le idee azzurre sono poche. E le rare volte che riescono a concretizzare una costruzione più fluida ed articolata, sotto rete si continua a sbagliare. Nell’ultima manciata di minuti, ci prova un paio di volte il Pipita a pareggiare i conti, ma un tiro mal calibrato, strappa la gioia all’argentino. Al 45 ‘ l’arbitro manda tutti negli spogliatoi, senza recupero.

Almeno da una prima impressione, il Napoli, nel secondo tempo, sembra più reattivo. Pochi sono i gesti e le azioni eclatanti degli azzurri, ma maggiore è il possesso palla, accompagnato da una migliore fluidità nel fraseggio. Ma nonostante l’evidente stanchezza della Roma, che preferisce infastidire il Napoli che attaccare, gli uomini di Benitez non riescono a sferrare un fendente mortale alla Roma. Impresa resa ancora più difficile da un De Sanctis decisamente in giornata. Più il tempo scorre, più il nervosismo sovrasta l Olimpico. La Roma fa fatica a ripartire e a frenare un Napoli che ha più guizzi incursori rispetto ai padroni di casa. I falli giallorossi si incattiviscano proporzionalmente all’aumentare della pericolosità azzurra. Ma gli sforzi finali sono inutili. Roma- Napoli: 1-0.

VINCENTI NELLE SCONFITTE: Il Napoli non è Napoli. Qualcosa si è rotto. Da troppo tempo a questa parte, si spera nel cambio di rotta, nel salto di qualità, nel periodo positivo che possa ribaltare l’esito negativo delle ultime sei gare. E per troppo tempo ancora, il Napoli si lascia inghiottire, senza reagire, da prestazioni insufficienti e scandalose. Puntare il dito contro un colpevole in particolare, elevandolo a capro espiatorio, sarebbe ingiusto nei confronti degli altri dieci giocatori in campo, colpevoli dello stesso male calcistico. Inoltre Benitez, una volta resosi conto che la macchina schierata in campo, si inceppava troppo e troppe volte, avrebbe dovuto prima, molto prima, intervenire con cambi freschi, per cercare di sovrastare la Roma, almeno sulla forza fisica e sulla maggiore prontezza atletica. Anche perché il Napoli avrebbe potuto crearsi più occasioni per riaprire la gara, colpendo i padroni di casa in velocità e sfruttando il fattore “imprevedibilità”. Ma a parte un paio d’emozioni alla fine, il Napoli ha fatto di tutto per uscire sconfitto, dentro e fuori dal campo.

La squadra non c’è. I giocatori, mentalmente, sono assenti. E la Champions si allontana.

 


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