Il Napoli dice addio alla Coppa Italia e da il benvenuto alla “crisi”

465226284-8Napoli-Lazio. Semifinale di coppa Italia. 0 a 1. Lulic. Gli azzurri sconfitti e gli aquilotti in finale contro la Juve.

Questo è quello che resta di una partita mai giocata. A parte qualche guizzo di genio calcistico nel secondo tempo, il Napoli ha deluso ancora. Per l’ennesima volta, tifosi e sostenitori, hanno dovuto assistere allo scempio di una squadra ormai frantumata dall’interno. Non c’è n’è gioco n’è testa. Ma soprattutto non c’è amore verso la maglia indossata nè rabbia di riscatto. Il Napoli è una squadra senza le fondamenta essenziali per renderla tale. Certo ci sono i giocatori. Alcuni dei quali, presi singolarmente, hanno una buona preparazione tecnica. Ma hanno perso quella sinergia e complementarietà indispensabile per essere un gruppo vincente. Hanno smesso di parlarsi, di cercarsi, di guardarsi, di costruire insieme una vittoria. Ormai, non ci sono più quelle manovre di gioco veloci, articolate e fluide che svegliavano l’entusiasmo e l’interesse per chi assisteva a queste piccole pillole di vero calcio. Ora è solo un gioco pesante e noioso, nella speranza di un gesto tecnico personale che possa risolvere la gara. Proprio ora che il Napoli doveva spingere in questo ultimo rush finale, fa cadere il testimone e perde terreno in campionato, in Europa e nelle altre competizioni.

Crisi. Questa è una vera e propria crisi. Ormai questo periodo critico, che tutti temono anche solo a pronunciarlo, è una costante imprescindibile per il Napoli. Un pò come il raffreddore in inverno. Arriva sempre. E non va via facilmente.

Qualcosa non va. E quel qualcosa si è creato nello spogliatoio. E’ li’ che cominciano tutti i problemi di una squadra che si trascinano sul campo e comportano sconfitte che aggravano il malumore e la tensione.

Gli azzurri non hanno solo perso una partita e la finale di coppa. Ma hanno perso contro se stessi. Hanno dimostrato di essere deboli, senza carattere e senza passione. Non hanno stimoli. Non hanno fantasia. Sono prevedibili e scontati. Non è questo il Napoli. Non è questo il Napoli che sognava il secondo posto, la Champions e l’Europa. Dove sono finiti i goal? Dove è finito lo spettacolo? Dove sono finiti tutti?

Contro Lazio è scesa una squadra morta. Spenta.

Più di tutti Higuain, che sembra aver perso il suo fiuto da animale di aria di rigore, sbagliando troppo facilmente e complicandosi la vita con decisioni tattiche discutibili. E la sua inflessione fisica e morale è specchio di una squadra che da troppo tempo va allo sbaraglio, che ha perso la bussola di gioco e il nerbo offensivo. Lo stesso Benitez, fallisce come allenatore ogni volta che non riesce nè a disporre bene la squadra sul terreno di gioco nè a motivarli, entrando in campo già con  un atteggiamento passivo e remissivo.

E’ chiaro. E contro la Lazio ancora di più. Il Napoli non c’è.

E questa è la crisi più grave che si sia mai scaraventata sulla squadra.

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