Uno, Due…Triplete?

Per effettuare l’ennesimo passo verso il sogno triplete Max Allegri si è affidato a Storari in porta, titolarissimo per tutte le partite della Coppa Italia. Scelte obbligate invece, quelle riguardanti l’impiego di Llorente e Barzagli schierati per sostituire gli squalificati Morata e Marchisio.

Pioli dal canto suo, recuperato l’olandese De Vrij al centro della difesa, si schiera col classico 4-3-3 affidando la regia e il compito di non far rimpiangere Lucas Biglia, ancora non al meglio, al giovane Cataldi affiancato dai due incursori Parolo e Lulic.

Alle 20.45 l’arbitro Daniele Orsato da inizio a quella che si prospettava essere la classifica finale all’italiana, con un inizio timido, contratto e molto tattico…e invece no!

Dopo 10′ subito botta e risposta dei due capitani in campo: S.Radu al 3′ devia con una perfetta torsione sul primo palo un calcio piazzato dalla trequarti di Cataldi, a lui risponde G.Chiellini che in acrobazia sfrutta una sponda di testa del Francese Evra.

Un inizio così fa accendere il tifo dell’Olimpico, diviso quasi alla pari tra tifosi bianconeri e quelli di “casa” della Lazio.

Dopo gli sforzi iniziali il primo tempo passa in sordina con pochi squilli delle due squadre che badano più a non scoprirsi che ad attaccare. Si va quindi al riposo sul punteggio di 1-1.

Nella ripresa è la squadra di Pioli a gestire il gioco, con la Juve pronta a colpire in contropiede. Nessun problema per gli estremi difensori.

Inizia al 71’ la sfida scacchistica tra i due allenatori: Pioli è costretto a rilevare l’acciaccato Radu sostituendolo con Mauricio ed inserisce forze fresche con Djordjevic per uno spento Klose; Allegri fa riposare il rientrante Pogba gettando nella mischia l’argentino Pereyra al suo posto e boccia Llorente, forse nella sua ultima partita in bianconero, a Matri il compito di reggere l’attacco. Mai nessun cambio fu tanto provvidenziale…

Si chiudono senza un verdetto anche il secondo tempo, tutti ai supplementari.

Parte forte ancora la Lazio che al 93′ colpisce un clamoroso doppio palo con il serbo Djordjevic, la cui esultanza lascia rapidamente spazio a una grande delusione. Non c’è tempo per rammaricarsi perché su lancio di Pirlo al 99’ pasticciano i difensori della Lazio nel tentativo di chiudere Pereyra, dimenticando Matri per il quale è un gioco da ragazzi battere, un tutt’altro che perfetto, Berisha.

Ci sarebbe tempo per reagire, ma mancano le forze e l’esperienza a questa Lazio per riagganciare la Juventus.

Finisce così 2-1 per i bianconeri che conquistano la “decima” coppa nazionale della loro storia e la stella argentata.

Uno, due…e tanta voglia di battere gli alieni del Barcellona per entrare nella storia.

I commenti sono chiusi.