Campioni si è sempre. La Juve vince e il Napoli piange.

La storia si ripete. Protagonisti diversi con pantaloncini più lunghi e calzerotti più alti, ma i colori sono gli stessi. Due colori che insieme stonano. Che non si mischiano ma si respingono come due poli negativi in fisica. Che sono il simbolo di quel calcio arrabbiato che troppo spesso cade nell’ antisportività e nell’esasperato fanatismo calcistico, sporcando l’arte del pallone di cori razzisti e striscioni offensivi, che sfondano i limiti della decenza, colpendo nell’orgoglio un intero popolo, di tifosi e non.

Sentirsi chiamare “colerosi da essere lavati con il fuoco del Vesuvio”, fa sempre male.

Eppure i tifosi Juventini, ieri sera hanno celato la loro ancestrale cattiveria calcistica nei confronti del Napoli, dietro a pezzi di cartone tenuti alti tra le mani, sui quali comparivano i nomi delle vittime nella tragedia di Heysel, dove morirono 39 persone. Un bellissimo gesto che viene da una tifoseria che nei cori inneggia alla morte di un popolo.

Ma è giusto che ognuno si faccia un proprio giudizio, perché tutti abbiamo una coscienza.

Ritornando a parlare di calcio, di Juventus –Napoli, c’è poco da dire. La Juve è più forte, e sconfigge gli azzurri per 3 a 1.

I padroni di casa sconfiggono il Napoli sull’atteggiamento, sulla grinta, sulla foga e sulla sinergia di squadra. Vedere i campioni d’Italia, con in tasca una finale di Champions, giocare, combattere e vincere con un atteggiamento da viventi, rende gli azzurri piccoli, soprattutto se si pensa che racimolare quanti più punti possibili, è essenziale per il Napoli, in cerca di un posto Champions. Eppure la Juve ha imposto al Napoli non solo lezioni di calcio, ma anche di orgoglio. Non si è mai stanchi di vincere se c’è ancora da giocare.

Nel secondo tempo, si è visto più Napoli. E con un rigore tirato da Insigne, respinto da Buffon, ma centrato in rete da David Lopez, gli azzurri si portano sull’1 a 1, siglato nel primo tempo da Pereyra. La partita sembra assumere una piega diversa. C’è più cervello in campo, più gioco e migliore fluidità di palla. Ma manca sempre quel qualcosa, che dia più sprint offensivo al Napoli. Un qualcosa che nella Juventus abbonda. Cosi con un Destro potente Sturaro allunga le distanze. 2 a 1.

Il Finale è dei migliori… tra i peggiori. Ad Albiol saltano i nervi, da’ una testata a Morata e il rigore è inevitabile, quanto la sua espulsione. E Pepe non sbaglia sul dischetto. 3 a 1. Lasciando la Juventus, con un ricordo bellissimo. Con un goal.

Ormai la corsa Champions per gli azzurri si è complicata ancora di più. Adesso è solo una questione di statistica, perché vincere contro la Lazio non basta più. Ma bisogna sperare che la Roma esca vincente nel derby di lunedì.

Per come sono andate le cose durante questo campionato, tutto risulterebbe un’amara consolazione.

Non c’è divertimento, non c’è voglia. È tutto spento. È tutto finito. È un tutto… di niente.

 

 

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