ROMA: derby e Champions… cosa vuoi di più?

Ricordate Svezia Danimarca all’Europeo in Portogallo nel 2004? Questo è l’interrogativo che serpeggia tra le strade di Napoli, eppure è un derby, uno dei più accesi, uno di quelli dove il cosiddetto “biscotto” lascia spazio alla voglia di inguaiare l’avversario, è semplicemente Lazio Roma.

Il clima già caldo nella capitale, si riscalda ancor di più alla vigilia con la conferenza stampa del tecnico Francese della Roma Rudi Garcia, che fa ironia su chi considera i cugini della Lazio favoriti e sullo slittamento della stracittadina al lunedì.

Pacate e semplici le parole di Pioli, che non da adito a polemiche, non c’è tempo per pensare a dichiarazioni pungenti, per la sua squadra c’è solo da ottenere punti, che sia uno o tre non importa, ciò che conta è arrivare a Napoli con il pass Champions già in tasca!

Come da pronostico all’Olimpico c’è il tutto esaurito, in campo le formazioni migliori con i due capitani Totti e Mauri a guidare le rispettive squadre dopo qualche panchina di troppo. Pronti via e la Lazio con due occasioni, al 3’ con Candreva e due minuti più tardi con Klose, che da pochi passi non centra la porta con un tap in troppo facile per uno come lui, fa capire subito ai cugini che vuole puntare alla vittoria e al sorpasso in classifica.

Dopo i primi accesissimi minuti di gioco, il match vive una fase di stallo che non entusiasma le tifoserie, intervallata soltanto da qualche fallo di troppo a centrocampo, che Rizzoli punisce con i gialli a Totti per i giallorossi e a Lulic, Gentiletti e Biglia per i laziali. Si chiudono così sullo 0-0 i primi 45 minuti.

La ripresa sembra proseguire sulla falsariga del primo tempo, con la squadra di casa subito pericolosa con una conclusione dal limite dell’ex Udinese Basta che sibila a fil di palo. Al minuto 61 finisce la partita di Francesco Totti, richiamato a sorpresa dal tecnico Garcia che gli preferisce la velocità di Ibarbo. Proprio il Colombiano si rende subito pericoloso inserendosi in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la sua conclusione però finisce poco a lato dalla porta di Marchetti.

Il nuovo assetto tattico della Roma con tre punte “leggere” mette in crisi la difesa avversaria, e al 73’ il match si sblocca, break di Nainggolan a centrocampo, palla dentro per Ibarbo che punta la difesa e mette al centro un pallone sul quale si avventa Iturbe, che di punta anticipa Basta e fa 1-0. Pioli infuriato con i suoi, non si arrende e getta nella mischia Djordjevic al posto di Mauri, schierando una sorta di 4-2-4. Il coraggio del tecnico Italiano viene premiato pochi minuti più tardi, cross di Anderson, sponda di Klose e pareggio facile facile proprio del nuovo entrato Djordjevic.

Sull’ 1-1 a dieci minuti dalla fine il pari sembra fissato con tanto di “biscotto” spedito a Napoli, ma il gusto di vincere un derby a Roma va al di là di ogni calcolo matematico, se poi hai la possibilità di mandare gli odiatissimi cugini a lottare contro Higuain e soci al San Paolo per l’ultimo treno Champions allora non puoi fermarti… punizione dai quaranta metri messa al centro da Pjanic e sbuca lui, il classico uomo che non ti aspetti in queste partite, Yanga-Mbiwa, colpo di testa sul secondo palo, Marchetti battuto e pubblico di casa in silenzio tombale.

Finisce la partita 1-2 vince e fa festa la Roma che matematicamente seconda accede direttamente in Champions league. L’umore dell’altra sponda del Tevere è espresso dalla faccia di Parolo, quasi in lacrime a fine partita, è l’amarezza di chi sa che avere due risultati su tre a volte può non bastare.


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