E Sarri… sarà!

Ne discuteremo insieme in cene che faremo due volte a settimana“. Cosi’ diceva De Laurentis durante l’ultima conferenza stampa prima della Lazio e prima della disfatta del sogno Champions. Un modo, a suo dire, per tenere a bada le febbrili penne di giornalisti visionari, che gettavano a pasto di tutti, ipotetici nomi di allenatori che avrebbero dovuto sostituire il buon e sfortunato Benitez.

Ma alla fine il produttore ha fatto di testa sua, come sempre.

La tavola è stata imbandita, questo è certo. Ma gli invitati alla terrazza dell’Hotel Vesuvio, non erano i giornalisti, ma solo esclusivamente il quasi sicuro allenatore del Napoli: Maurizio Sarri. E mentre le corrispettive consorti si rilassavano tra le strade della parte marina di Napoli, i due gentiluomini hanno parlato, discusso e chiarito vari punti, tra burocrazia e calcio, fin quando non si è arrivato al SI ufficioso, che si ufficializzerà tra poche ore a Roma.

L’UOMO DEL PALLONE: Allenatore uscente del grande, quanto inaspettato Empoli, capace di conquistarsi la salvezza senza tentennamenti, scivoloni e senza affanno o ansia, firmerà un contratto annuale di 1.4 milioni di euro, con l’opzione di rinnovo per il secondo anno. Napoletano solo di nascita, fumatore accanito e carattere temperato, è indicato come uno dei migliori allenatori tattici italiani. Basta guardare il suo Empoli, tanta gioventù, buoni polmoni, ma una gestione precisa e schematica della palla. Non teme niente e nessuno, ha sempre aperto gli allenamenti al pubblico e studia tutto alla perfezione, per non lasciare al caso nemmeno una rimessa laterale. Del suo staff, ritroveremo a Napoli il Tattico Francesco Sinatti, il Vice Francesco Calzona, il preparatore atletico Claudio Selmi e Simone Bonomi. Inoltre con il simultaneo addio di Benitez e Bigon, sarebbe gradito al nuovo ct l’arrivo di Giuntoli come Direttore Sportivo, ma ha da poco rinnovato con il Carpi per tre anni ed è ancora tutto ipotetico il suo arrivo a Napoli.

Insomma, la testa di questo nuovo Napoli c’è. Non ha esperienze europee e nemmeno una risonanza internazionale, ma conosce il pallone, i sacrifici e le difficoltà. Anche un certo Mazzarri, navigava tra le piccole squadre della serie A, eppure ha portato il Napoli in Champions, come un Benitez che aveva alle spalle grandi squadre, ma non ha saputo portare il Napoli a quei livelli sperati.

Quindi il nome conta poco se i fatti stanno poi a zero.

Non ci resta che fare un grande in boccia al lupo Sarri e attendere la rifinitura del Napoli che sarà.


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