San Paolo in ostaggio: prima il fungo… ora Vasco

La storia si ripete. Ancora una volta De Laurentis e il manto erboso del San Paolo sono finiti nell’occhio del ciclone. Inutili sono state le parole del presidente nei giorni passati, per promuovere uno spostamento di loco così da evitare di mettere sotto stress un campo già reduce da un calvario, la cui cura è costata molti… molti soldi. Ma il comune è convinto e la sua posizione è inamovibile : “Lo stadio è della città. I concerti saranno fatti li’ ”.

STESSA SOLUZIONE DI CAUSE DIVERSE: Le preoccupazioni del Presidente, in realtà sono più che giustificabili. Indimenticabile quello che successe nel 2012. E non parlo della Coppa Italia conquistata dai nostri azzurri, battendo la tanto agonisticamente odiata Juventus. Ma di quel fungo parassita, indotto o nato spontaneamente, che aveva ridotto il manto erboso del San Paolo in uno stato pietoso. L’erba era stata divorata, la terra era malata e infeconda e i tempi erano troppo brevi per presentare un campo decente per l’inizio del campionato. E infatti, nonostante i lavori a ritmi serrati e i vari tentativi messi in atto per salvare l’erba del Sanpaolo, il Napoli riaprì le porte del suo tempio alla Fiorentina, invitandola a giocare una partita di beach-soccer. Fu un’umiliazione per una squadra di serie A, presentare un campo di arena come campo di gioco. E le critiche al vetriolo che caddero sulla società e sul comune per aver permesso quello spettacolo, furono tanto amare quanto giuste. Ed è quel ricordo che mette in allarme il presidente. Il sol pensiero di dover rimettere mano al campo a poco meno di due mesi dal triplice fischio di inizio della nuova stagione calcistica, lo manda su di giri. Non di certo per la contentezza. È ovvio.

E VASCO DOVE LO METTO?: Pochi giorni fa, in vista del concerto evento di Vasco del 3 Luglio, la ditta scelta per adibire il palco ha cominciato i lavori, causando già i primi danni. Innanzitutto avevano assicurato sia una copertura per salvaguardare il campo e sia una struttura in plastica per sostenere il palco. Invece hanno danneggiato il manto erboso perché non hanno installato nessun tipo di copertura adatta, ma soprattutto hanno montato una base in ferro che ha causato delle vere e proprie voragini nel terreno. Per questo motivo i lavori sono stati sospesi, perché non si è tenuto fede a ciò che era stato pattuito. Insomma un disastro. Una tragedia annunciata.

Il Comune assicura che tutti i danni causati verranno riparati. Davvero? E da chi? Da De Laurentis?…. Beh, ovvio.

Inoltre la stagione dei concerti al San Paolo non solo rallenta i lavori di ristrutturazione previsti, ma causerà l’annullamento di tutte le amichevoli previste ad Agosto. Ribadisco: un disastro.

Di certo i rapporti tra De Laurentis e De Magistris, già compromessi, hanno subito un ulteriore curvatura. E il loro botta e risposta mediatico, non aiuta a risolvere il problema. Anzi, inasprisce il piede di guerra.

La questione dovrebbe essere chiarita in questo modo: o il Comune cede la proprietà del campo a De Laurentis, oppure si assume tutte le responsabilità, accollandosi tutte le spese del caso, senza sperare nel solito intervento di portafogli provvidenziale di De Laurentis.

 

 


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