La prevenzione è vita

E’ risaputo ormai che una diagnosi precoce può migliorare il proprio stato di salute o addirittura salvarci la vita. E nonostante negli ultimi anni sia notevolmente aumentato il numero delle donne che ha scelto di sottoporsi a specifici controlli almeno una volta l’anno, la situazione resta preoccupante. Adottare uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta ricca di frutta e verdura e tenere lontano il fumo e l’alcool basterebbero, per la maggior parte di noi, a garantire una buona salute, non basta: la regolarità di alcuni controlli terrebbe  lontani i rischi di contrarre un tumore. E allora, perché sono ancora troppe le donne che credono di non averne bisogno? La disinformazione è in questo caso la causa principale del problema; eppure numerose e continue sono le campagne e le iniziative promosse a favore della prevenzione. Fare prevenzione significa infatti allontanare i fattori a rischio per il nostro organismo, aumentando quelli invece protettivi. La mammografia e il pap-test sono esami di routine a cui tutte le donne dovrebbero sottoporsi con una certa regolarità. Secondo le ultime statistiche, il tumore al seno è quello più diffuso al mondo con 7.700 decessi l’anno ed è solo la mammografia, seguita da un trattamento approfondito, l’unica arma in grado di prevenire ogni anno migliaia di morti. Solo in Italia si stimano circa 40.000 nuovi casi ogni anno, ma la prevenzione gioca qui un ruolo fondamentale poiché tiene lontana la morte per la maggior parte di queste donne. Oltre il 96% delle donne a cui è stato diagnosticato il tumore al seno in fase precoce sopravvive per moltissimi anni. Un importante studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute ha confermato il fatto che per proteggere la salute del seno le donne dovrebbero cominciare innanzitutto dall’alimentazione. E’ stato dimostrato che un eccessivo consumo di carni rosse e una forte carenza di vegetali freschi aumenterebbero il rischio di insorgenza del tumore. Tuttavia in America gli screening sono molto più diffusi e ordinari fra le pazienti di ogni fascia d’età a differenza del nostro Paese e del nostro continente dove si registrano percentuali ancor più basse, in modo particolare nell’Europa dell’Est. E se prevenire significa anche informare, sarebbe opportuno sottolineare a  tutte le donne che abbiano parenti dirette che hanno avuto un tumore al seno, che i medici consigliano di cominciare il primo controllo all’età di 30 anni con la risonanza magnetica accompagnata da un’ecografia; per tutte le altre, invece, è sufficiente una visita senologica periodica. Solo dopo i 40 anni è necessario effettuare una mammografia. Anche il tumore al colon retto di cui poco si sente parlare risulta la seconda causa di morte per cancro nella popolazione femminile. Per questo motivo, tutte le donne che abbiamo familiarità con poliposi o malattie infiammatorie dovrebbero sottoporsi a controlli e fare il primo check dopo i 50 anni. E ancora, il pap-test, così semplice eppure così efficace nella prevenzione del tumore al collo dell’utero: sarebbe di fondamentale importanza se ogni donna lo ripetesse almeno una volta l’anno, preferibilmente a partire dal primo rapporto sessuale. E’ necessario eseguire questi controlli, come l’HPV test durante l’età fertile poiché è proprio la fascia d’età compresa fra i 20 e i 40 anni quella maggiormente a rischio per questo tipo di tumori. Allo stesso modo, dopo la menopausa, controlli periodici sono sufficienti a garantire una diagnosi precoce qualora dovesse presentarsi una delle patologie “frequenti” in questa fase delicata della vita di ogni donna. I dati sono però rassicuranti: la mortalità per tumore dell’utero è diminuita negli ultimi 20 anni di oltre il 50% e gli screening consigliati per quanto riguarda il senso, hanno già salvato la vita a migliaia di donne. La prevenzione, dunque, è vita.

 

Daniela Napolitano


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.