Sibilla Aleramo: “Una donna”

Una giovane donna da spettatrice passiva, diventa protagonista della sua vita. E lo fa rifiutando un ruolo sociale che la costringe all’annientamento del proprio io. Questa la trama del romanzo “Una donna” pubblicato nel 1906 dalla scrittrice considerata una delle figure più originali e anticonformiste della letteratura del Novecento. Costretta ad abbandonare precocemente gli studi e sposare in giovane età un uomo dal quale aveva subito una violenza, Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Facci, narra di aver vissuto, per oltre dieci anni, una vita matrimoniale oppressiva e vessatoria. Divisa tra il desiderio di realizzare se stessa e l’ istinto materno, la protagonista deciderà di non assistere alla repressione di ogni suo impulso vitale, abbandonandosi completamente al suo bisogno di autodeterminazione:<< Tutti si accontentavano>> scrive la protagonista << mio marito, mio padre, i socialisti come i preti, le vergini come le meretrici. Ognuno portava la sua menzogna con rassegnazione>>. Ma la passione per l’avventura intellettuale, la conquista di una vita indipendente e la consapevolezza che una donna debba necessariamente esprimere anche al di fuori della famiglia la propria identità, le costarono molto caro. Per l’ abbandono del tetto coniugale perse ogni diritto sul quel figlio che tanto amava nonostante la stessa protagonista avesse scritto << In me la madre non s’integrava con la donna>>. Solo la scrittura, luogo privilegiato d’ espressione, le consentirà di non indossare quella maschera di felicità coniugale a cui tante donne, invece, erano costrette. Definito dalla critica “esercizio di autoanalisi in forma letteraria”, “Una donna” è anche una lucida testimonianza della condizione femminile dell’epoca fra violenze, pregiudizi, intimidazioni, e della molteplicità dei ruoli che da sempre le donne incarnano. Commovente e provocatorio il romanzo divenne ben presto simbolo di una nuova libertà, lontana da antichi schemi e pregiudizi, portavoce di un’ emancipazione che per la scrittrice non fu solo rivendicazione sociale di un ruolo paritario, ma significò campagne per il voto alle donne, per la pace, e lotta contro la prostituzione e la tratta delle bianche.


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.