Flop la prima: Il Nizza batte gli azzurri schierando “forza” e “voglia”

Finalmente Agosto. E finalmente lo “start” alle amichevoli internazionali.

Gli azzurri dopo il lungo e intenso lavoro svolto a Dimaro con un nuovo mister e con una squadra assortita da elementi nuovi, è pronta a scendere in campo e a confrontarsi a pari livello con squadre straniere.

Fatto il “bim bum bam”, sotto con il Nizza.

Doveroso menzionare che mentre per gli azzurri l’arrivo in Francia è stato tranquillo, per i tifosi ci sono stati alcuni incidenti di percorso. All’ingresso del casello autostradale i sostenitori delle due tifoserie si sono riconosciuti e si è dato il via ad una vera e propria guerriglia, con sassi, fumogeni e oggetti vari lanciati da una parte all’altra. Non con poca difficoltà le forze dell’ordine sono riusciti a contenere e spegnere le rivolte innestate dai tifosi, senza gravi danni a cose o persone.

Ore 21:00. Triplice fischio. Comincia l’amichevole.

La doccia fredda al 9‘, con Plea che porta il Nizza in vantaggio, scatena il Napoli che fino a quel momento stava disputando una partita “senza fama e senza gloria”, dovuto anche ai pochi minuti appena trascorsi. Con i padroni di casa avanti di una distanza, gli azzurri cominciano a mettere in atto gli insegnamenti di Sarri: più possesso palla, più fluidità e precisione tattica con estrema meticolosità nella costruzione di gioco. E così escono fuori Callejon e a seguire Mertens, che uno in un’azione dialogata mentre l’altro per iniziativa personale, siglano il 2 a 1 per il Napoli. Ma i francesi non mollano e riescono nel loro intento: 2 a 2

Il secondo tempo invece è una escalation verso la sconfitta.

Deja vu: al 53‘ Germain sigla il 3 a 2. E questo sarà l’epilogo della gara.

Nella seconda parte di gara, il Napoli si è mostrato nervoso e spazientito, questo atteggiamento è costato l’espulsione di Callejon per un battibecco con un calciatore avversario e un’ammonizione a Koulibaly per un pericoloso faccia faccia con il portiere francese. Non importa se il Napoli è stato sfortunato o abbia anche pagato sviste e clemenze arbitrali, perché ancora una volta la squadra ha palesemente mostrato i suoi difetti. Che sono i soliti: una difesa porosa, molliccia e sbandata.

Sarri avrà anche riacceso assopiti istinti vincenti guidati da una maggiore cura del dettaglio tattico, ma le lacune ci sono ancora, che sommate nel complesso possono essere pericolose.

E così il Napoli ritorna alle falde del Vesuvio con un pizzico di amarezza ma con la voglia (si spera) di dimostrare che qualcosa di diverso c’è. E di migliore.


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