Evgenij Aleksandrovic Evtusenko

Evtusenko, poeta russo che nei suoi versi ha scritto di non aver vissuto in modo irreprensibile, e che sarebbe morto, un giorno, non per odio ma “ per amore insostenibile dal cuore”, conoscerà il successo e la notorietà dopo la morte di Stanlin.Solo dopo la pubblicazione di una serie di poesie contro il dittatore russo e i burocrati che ancora rimpiangevano la sua scomparsa aumenterà in Evtusenko quella sorta di odio sincero contro chi opprime la libertà dell’uomo: <<La nostra libertà che della libertà è nemica>>. Appartiene al periodo giovanile la poesia “Il palazzo”, tratta da un’antologia poetica dell’ autore del 1952 il cui protagonista è un umile e povero contadino a cui lo zar ordina di costruire sull’acqua un palazzo e un giardino. Ma il contadino si tormenterà perché consapevole di non avere i mezzi per riuscire nell’impresa. Il mattino seguente, lo zar gli avrebbe chiesto la vita. La salvezza giungerà solo grazie all’apparizione di un personaggio fatato delle antiche fiabe popolari russe. E’ questa una poesia che mira a cogliere i punti dolenti della storia del suo paese, lo stalinismo, l’onnipotenza dei burocrati, l’antisemitismo, ecc. Ma accanto ai componimenti di impegno civile, molte sono le liriche dedicate alle donne amate a partire da Bella Achmadulina, sua moglie, il cui sostegno si rivelò prezioso nel 1957, anno di maggior successo per il poeta russo segnato anche dal fortunato incontro con Boris Pasternak. (Insieme ad altri scrittori, infatti, si impegnò personalmente nella realizzazione della casa museo di Pasternak). Oltre alla Russia, è l’amore l’altro grande protagonista dei versi di Evtusenko che nella sua Autobiografia Precoce pubblicata a New York nel 1963 aveva scritto:” L’unica cosa che valga sul serio è la tenerezza” . Ma l’amore raccontato nei versi di Evtusenko è spesso rarefatto, proprio come l’atmosfera che li accompagna. E’ amore quasi sempre incerto, mutevole, e per questo sfuggente e malinconico. Una sorta di amarezza dovuta ad un atto mancato, un gesto negato: <<Ti ho porto la mano e tu non mi hai porto la tua. Ma molto bene hai capito che è la disperazione a portarci alla perdita del confine fatale>> Tuttavia, una speranza sembra esserci. Nel disordine dei sentimenti umani, Evtusenko dice :  << Non capirsi è terribile. Non capirsi e abbracciarsi. Ma benché sembri strano è altrettanto terribile capirsi totalmente>.

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