Milan-Napoli: partita d”azzardo” e poker per il Napoli

Dopo la Juventus, signora big, il Napoli va al Meazza, pronto a confrontarsi con un’altra squadra rinomata e blasonata: il Milan. I rossoneri con Mihajlovic, hanno ritrovato la grinta e una migliore condizione fisica, ma i risultati positivi sono stati incostanti ed altalenanti. Insomma i rossoneri hanno bisogno solo di un ulteriore fase di “collaudi e revisioni” per sfrecciare di nuovo nelle zone alte della classifica. È la fase che tocca a tutte le squadre che cambiano allenatore: prima entrano nelle nuove geometrie di gioco e prima le vittorie arrivano. Come nel Napoli, disastroso nelle prime partite, magnifico fino ad ora.

GIÙ CON IL POKER: La partita non è semplice. Ed è evidente. La freschezza atletica dei rossoneri si impone più volte sugli azzurri, probabilmente risentiti dall’impresa europea di giovedì. Anche se i rossoneri sono più lucidi nella costruzione di gioco, gli azzurri aspettano e limitano gli errori, fino a quando non si presenta l’occasione giusta per sbloccare la partita in tre passaggi: Hamsik ha l’idea, Insigne la intuisce e Allan la materializza con un tiro preciso che sfiora il fianco del portiere senza toccarlo: 0 a 1. Ma è solo l’inizio e la partita è lunga e imprevedibile, soprattutto contro un Milan che continua ad accelerare sempre di più i ritmi di gioco, concedendosi diversi interventi fallosi, non sanzionati dall’arbitro, più interessato ai “palleggi” in panchina che a calcioni maldestri in campo. Fino allo scadere dei primi 45minuti il Milan tiene testa al Napoli, lo impaurisce in varie occasioni e nonostante il vantaggio degli azzurri, il Milan sembra più ordinato, logico e più predisposto alla fase offensiva.

Ma l’apparenza non fa il calcio. Ed è Insigne che apre il secondo tempo con un goal meraviglioso, da vero attaccante, grazie alla complicità di Higuain. Ma il “goal meraviglia” non è questo. La vera meraviglia si ha quando Insigne, inconsapevole di quello che farà, si propone per tirare un calcio di punizione da una posizione leggermente dislocata dal centro e distante dalla porta una trentina di metri. Senza rincorsa e con un tocco forte e ad effetto, piazza la palla nel setter. Un goal da “mamma mia”, per dirla alla Higuain. Sotto di tre goal il Meazza comincia a svuotarsi, con spostamenti in piccoli gruppi. Ma i flussi umani si intensificano al quarto goal, assist di Ghoulam per Ely che in scivolata mette dentro: autogol. La partita termina con la vittoria del Napoli: 4 a 0.

PAURA NON HO PIÙ: Ormai la quinta è ingranata e Sarri non ha nessuna intenzione di scalare la marcia. Se prima nelle prestazioni degli azzurri trasudava l’ansia e la paura di affrontare una grande squadra e il timore di non essere all’altezza, oggi sono gli avversari che si fanno annichilire da un Napoli che “ non guarda in faccia a nessuno”. Italiane o straniere non è importante, Juventus o Carpi è solo un dettaglio da quando la squadra ha trovato la giusta condizione fisica e mentale. Non esistono prestazioni al di sopra della media e prestazioni al di sotto dello zero, perché gli avversari non “calibrano“ più la forza del Napoli, perché da adesso in poi il buon calcio è assicurato, da quando è spasmodica la voglia di vincere e di divertirsi….vincendo


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