La donna di scorta : Diego De Silva

Un romanzo su ciò che accade di continuo, ogni giorno, in ogni parte del mondo. L’attesa di un estraneo “a cui consegnarci mani e piedi”. Un sentimento che ha il sapore dell’eventualità e che si nutre di parole inespresse. Sembrerebbe una storia come tante quella narrata dallo scrittore napoletano Diego De Silva che racconta di Livio e Dorina, giovani amanti che s’incontrano e si scelgono a dispetto delle circostanze. Livio è sposato. Dorina, che non ambisce ad occupare alcun tipo di ruolo, restituisce al suo amante la più disarmante delle libertà: il silenzio. Dorina non chiede, non pretende, non ricatta, ma soprattutto non parla di sé. Livio non conosce che quel poco che ha davanti, quegli istanti e quelle ore rubate che forse cominciano a non bastargli più. Ma Dorina è sempre lì, con la sua dolorosa immobilità che rende Livio dubbioso, angosciato, quotidianamente desideroso di risolvere tutto ciò che gli sembra di non capire. Livio non la conoscerà mai fino in fondo. Nulla saprà di lei eccetto quel suo calore, quegli sguardi privi di parole, la sua casa e i suoi odori. Sembrerebbe quasi che Dorina non provi nulla nelle notti in cui Livio ritorna da sua moglie e da sua figlia, eppure, è solo apparenza. Dorina è tutt’ altro che una donna di scorta. Dorina è colei che rivela e distrugge, che vive e che fa vivere, che avvicina Livio, e in parte se stessa, alla felicità per poi abbandonarla. O ritrovarla altrove. Non è possibile stabilire chi, fra i due, sarà lo sconfitto: lei che aspettava in silenzio il suo turno, per poi restituire Livio alla vita, o Livio che guardandosi il magone che aveva dentro, avvertiva quello spazio vuoto dove la felicità non arrivava. Con “La donna di scorta” pubblicato nel 2001, De Silva getta <<una luce cruda su una storia tremendamente ordinaria>> come l’ ha definita Giulio Mozzi che ha riconosciuto il valore di questo romanzo in una lingua insieme pudica, sfrontata e sintatticamente rischiosa..


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