Genoa-Napoli: X. Tutto merito di Perin.

 

Si chiude il tour de force azzurro con una partita in amicizia, contro i fratelli genoani. Sugli spalti si mischiano indistintamente il rosso il blu e l’azzurro. È un trionfo di calcio, il calcio bello e pulito, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Sarri si affida alla formazione tipo, sacrificando in attacco Insigne, preferendo Martens, probabilmente come forma di punizione per lo spiacevole siparietto di cui il giovane napoletano si è reso protagonista contro il Palermo, al momento della sostituzione. Atteggiamento condannabile e condannato da squadra e tifosi.

PARTITA DEL NO: A differenza delle precedenti partite, il Napoli parte a briglie tirate: poche intuizioni e soprattutto poche idee. C’ è grande lavoro a centrocampo ma la mole di gioco creata non trova sfogo in attacco. La partita sembra sbloccarsi al 26’ con Mertens, che prende un palo clamoroso. Il Napoli ritorna in gara con maggiore grinta e aggressività. La sua pericolosità è percepita dai padroni di casa, al punto tale che Burdisso è costretto a mettere giù Higuain al centro dell’area di rigore per spezzare la costruzione di goal pensata da Mertens. Nonostante la platealità del fallo, Doveri lascia correre, non assegnando il calcio di rigore. Mentre i giocatori del Genoa cadono come birilli, afflitti da risentimenti muscolari, il Napoli, decisamente più in forma, non ne approfitta e lascia terminare il primo tempo, su un mediocre 0 a 0.

Il secondo tempo è tutta un’altra storia. Come se non avessero già 45 minuti di chilometri macinati, gli azzurri sembrano più freschi più lucidi e più veloci. Il gioco è più fluido e più fraseggiato. Le occasioni si susseguono nella stessa proporzione di spreco. E più la porta di Perin dice no, più lo smalto del Napoli si ingiallisce.

Sul rush finale Gabbiadini prova su punizione a dare un senso a questa gara, ma la palla rimbalza ai piedi di Perin che facilmente blocca sicuro. Anche Insigne tenta il tutto per tutto sullo scadere con un tiro dalla distanza, ma quella porta è stregata e il Napoli si deve accontentare di un incasso punti… uguali a 1.

NON VINCE..CHI PUÒ: Che il Napoli non fosse al top era evidente già nell’impostazione di gioco, più pesante e macchinosa. Ma sprecare più di novanta minuti per errorini e distrazioni, è più difficile da accettare. In tutta la durata della partita il Napoli è caduto in un vortice di sfortuna e poca lucidità che hanno dato come risultato un pareggio che pesa tanto. E che diventa fastidioso se si pensa che una maggiore raccolta punti avrebbe regalato la vetta agli azzurri.

Di certo è bandita categoricamente la parola crisi. Il Napoli c’è ed è forte. Sa quello che vuole e non ha perso di vista gli obiettivi. E in un campo granitico e pesante come quello di Genoa, il pareggio è più che dignitoso.

Basta solo un podi riposo, per recuperare le energia dopo tutte queste partita giocate con grande intensità per ritornare…. Quelli di sempre!

 


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