Insigne ed Higuain: i due scugnizzi “devastano” Verona

Ritorna la serie A, dopo la settimana dedicata alla Nazionale, con un po’ di tristezza mista a rabbia per la disgrazia che ha colpito l’Europa. La strage terroristica abbattutasi sulla Francia, ha lasciato tutti atterriti e sconvolti, per la violenza e l’inumanità con cui sono state distrutte vite umani innocenti. Cosi la Federazione Calcio, unendosi al dramma Francese, ha ordinato che ogni match si aprisse con le note della Marsigliese, per dimostrare che il dolore e la forza non hanno confini geopolitici, ma che è una tragedia che ha colpito e offeso tutti.

ASPETTA…CHE TROVI: Prima partita aperitivo per gli azzurri, contro un Verona dal carattere duro e aggressivo, che dai primi minuti punta su un gioco oppressivo e dalle marcature strette. Dall’altra parte un Napoli abituato ad un gioco veloce e fraseggiato, reso difficile dalla pressione atletica dei rivali. Se a ciò aggiungiamo che un quarto della squadra torna da vari impegni nazionali e lunghi viaggi aerei stancanti, la percentuale di difficoltà del match aumenta.

Dopo i primi minuti di assestamento, il Napoli trova la chiava tattica per riuscire ad esprimere il suo gioco: molto lavoro di centrocampo, tiri dalla distanza azioni in velocità’, tentando contropiedi o lanciando Callejon, più fresco atleticamente, in inserimenti taglienti. Susseguono azioni interessanti, ma i primi 45minuti finiscono in pareggio grazie ad una difesa muraglica del Verona e poca concretezza nell’ ultimo passaggio di finalizzazione.

Si apre il secondo tempo con una clamorosa occasione per Higuain che si gira in un fazzoletto di campo, ma il portiere è più tempestivo e para il suo destro. Con lo scorrere del tempo, la tensione aumenta, fino ad esplodere in piccoli focolai di rivolta tra giocatori, alimentati anche dall’arbitro che accondiscende su falli decisamente cattivi. Gli azzurri cominciano ad accusare un pò di stanchezza, aprendo troppo spesso le porte della propria area di rigore a pericolose azioni avversarie. Eppure, proprio da chi aveva disputato fino a quel momento una partita al di sotto della soglia della sufficienza, arriva Insigne: palo -goal. 0 a 1. Con la tranquillità del vantaggio, il Napoli è più rilassato e ragiona meglio. E si sa, che quando gli azzurri sono sereni, fanno CALCIO…e anche 0 a 2 con Higuain: Hamsik mette il cervello, Insigne la spalla e il Pipita il piede. Goal-show! Prova anche di fare bis, ma questa volta il portiere è più bravo.

La partita termina con una straordinaria vittoria. Un successo che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare o sperare su un campo come quello dei Veronesi, ostico e duro. Eppure il Napoli ha saputo trovare il momento, lo spiraglio o la combinazione giusta per vincere. Ecco VINCERE: la password, la parola d’ordine, un codice criptato per conquistare… la classifica. Con costanza, passione e orgoglio, gli azzurri hanno scalato la vetta e si aggirano su “quel cocuzzolo”, meta ambita da tanti ma riservato…. ad uno solo.

E con questo Napoli, forse sognare non nuoce…

I commenti sono chiusi.