Alla scoperta del complesso monumentale di S. Pietro a Corte

San Pietro a Corte è un’abbazia di età longobarda situata nel cuore della città di Salerno. Il complesso architettonico, un tempo parte integrante della sede destinata alla corte principesca  costituisce, oggi,  la più importante traccia longobarda presente nella città. La struttura, edificata ad opera di Arechi II nel secolo VII, si pensò costituisse la Cappella di Palazzo. Studi più recenti, invece, designano San Pietro a Corte come Sala del Trono, per via di alcuni elementi rinvenuti solo successivamente come il Titulus, un componimento che esaltava le doti del principe e da un Pulpito, da cui probabilmente era solito affacciarsi Arechi per parlare al popolo. Del Pulpito, oggi, non vi è più traccia. Nel 500 fu sostituito da un’ ampia scalinata voluta dalla famiglia Caracciolo. Il sito che oggi si presenta agli occhi del visitatore è costituito da più strati verticali che partono da antiche terme romane fino a giungere alla cappella palatina. La struttura poggia le proprie basi su un Frigidarium (ambiente destinato ai bagni freddi) risalente all’età medio-imperiale e facente parte di un ben più importante complesso termale che con la propria forma e le proprie dimensioni determinò fortemente quelle della sovrastante cappella. Abbandonato il frigidarium intorno al III-IV secolo, probabilmente a causa di un alluvione, il sito venne adibito, a partire dal V secolo, e per tutto il VII, a chiesa e cimitero da parte di una comunità cristiana. Una delle prime tombe ritrovate in loco, datata 19 novembre 497, conteneva le spoglie di un certo Socrates vissuto 48 anni, evidentemente un greco-bizantino titolare di un’alta carica amministrativa, vista l’epigrafe posta sulla sua lapide sulla quale è possibile leggere “vir spectabilis”. La tomba situata in un vano laterale del frigidarium crea con la precedente struttura romana un vero e proprio Arcosolio (tipologia architettonica usata per i monumenti funebri). Anche la copertura a volta appartenuta alla struttura termale, ben si amalgamava alla funzione di chiesa ricoperta nei secoli successivi. Molte sono state le tombe ritrovate nello stesso luogo. I nomi posti sulle epigrafi sono stati testimonianza di una popolazione mista. Nel VII secolo, il manto stradale venuto a collocarsi ad una quota più alta di circa quattro metri, impose ai costruttori del palazzo longobardo una sopraelevazione della nuova struttura e ciò fece si che la precedente cristiana rimanesse intatta. Venne qui costruito un ampio salone al quale si accedeva dall’alto e non dal basso. Tale struttura fu poi modificata nel 1567 sempre ad opera di Dacio Caracciolo, colui che tra l’altro l’ha fornita anche dell’attuale scala d’accesso.La struttura ritornò ad assumere una funzione prettamente religiosa solo in epoca normanna grazie alla scoperta di una serie di splendidi dipinti murali del XII e XIII secolo. Di chiara influenza bizantina, le pitture più antiche rappresentano la Madonna col Bambino e Santa Caterina d’Alessandria (XII sec.), mentre le altre raffigurano la Madonna Eleusa con Teoria di Santi. Una caratteristica peculiare di san Pietro a Corte è il piccolo campanile situato sul lato nord dell’edificio. Il campanile a due piani (più basamento) è realizzato con pietrame misto ed è chiuso da una copertura appuntita. La sua origine risale al X secolo, ma studi recenti dimostrano che quello che oggi vediamo è un rifacimento di poco posteriore a quello originale, molto probabilmente distrutto dal terremoto.


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