Il Ciuccio vola: l’Inter ci prova, ma il Napoli si aggiudica la vetta!

Se soffrite di vertigini o di patologie cardiache: CAMBIATE CANALE O SPEGNETE LA RADIO. Perché Napoli- Inter è un match solo per chi ha la salute fisica e mentale per gestire le grandi emozioni.

Napoli-Inter è uno scontro da vertice, una partita d’ alta quota. Un duello tra due pugili che vogliono la stessa cosa: il primo posto. E come tale, come ogni appuntamento importante e decisivo pretende, la premessa è sempre la stessa: CHE VINCA IL MIGLIORE, SENZA ESCLUSIONE DI COLPI.

 

PIPITA…BANG BANG!Chi comincia bene è a metà dell’opera. Che significa? Beh…domandatelo a Gonzalo Higuain. Un minuto gli è bastato per fare capire chi comanda, chi sono i padroni di casa. Con la complicità di Callejon, che gli serve un assist di spalla, il Pipita, con gli occhi del campione, quelli percettivi anche senza l’aiuto della vista comune, ma a memoria, ad intuito e con sicurezza, si gira e mette dentro a fil di palo. Napoli-Inter: 1 a 0. È questo è solo un avvertimento: Mantenetevi forte e allacciate le cinture, la giostra è accesa!

La doccia fredda del vantaggio azzurro, rabbrividisce gli avversari interisti, che fanno di tutto per mettersi al passo del Napoli, ma gli uomini di Sarri sembrano cavalli selvaggi alla riscossa. E dominarli è difficili.

Gli azzurri costruiscono azioni in percussione, impostando un gioco fluido e arioso. La palla scivola veloce per ogni metroquadrato del rettangolo verde, unendo velocità e precisione, regalando ai tifosi un gioco bello e divertente. Solo dopo la prima mezz’ora gli azzurri rallentano i ritmi, concedendo qualcosa all’Inter, che ne approfitta come può, seminando panico nella difesa azzurra, meno precisa del solito. Il pressing aumenta e la cattiveria agonistica prende il sopravvento, ed è Nagatomo la vittima sacrificale per distendere gli animi: espulso per doppia ammonizione. Inutile le critiche seguite, perché in entrambi i casi i giocatori attaccati dal giocatore neroblu non avevano palla al piede e l’ammonizione era doverosa soprattutto per il gesto cattivo e anti sportivo.

Ma c’è chi non riesce ad imparare dagli errori. E così Guarin all’inizio del secondo tempo fa un fallaccio su Allan, scatenando anche la reazione del centrocampista azzurro. Risultato? Ammonito l’uno..e anche l’altro. La tensione è cresciuta e i nervi sono a fior di pelle. E mentre in campo tra sgambetti e spintoni si cerca il goal, Reina si becca il record di imbattibilità europea: 521 minuti di difesa dei pali… perfetta.

Esatto PERFEZIONE, come Gonzalo Higuain che si riserva la firma del 2 a 0. Inutile raddoppiare le marcature sul Pipita, perché lui è nato per segnare.

Napoli-Inter: 2 a 0.

Certo, sostenere alti ritmi di pressing e di accelerazioni non è facile. Ed è proprio in un momento di calo del Napoli che Ljajic ne approfitta e accorcia le distanze:

Napoli-Inter 2 a 1.

Il goal galvanizza gli uomini di Mancini, che danno filo da torcere agli azzurri, ormai stanchi e un po’ maldestri, facendogli passare un brutto quarto d’ora! Impressionante la crescita dell’Inter, che irrompe con la forza di un vulcano e con la rabbia di reazione di un animale ferito. Ma sono due pali sullo scadere che negano un pareggio o addirittura un ribaltone di risultato!

E con non poca sofferenza e sacrificio, il Napoli si aggiudica… il primo posto in classifica.

NOI PERÒ, NON LO DICIAMO: Si sa che le viste panoramiche sono le più belle! Domandatelo al Napoli cosa si prova a stare sul punto più alto in classifica. Un traguardo raggiunto con la caparbietà e l’orgoglio di chi sa di aver cominciato male ma ha avuto il coraggio di ripartire e dribblare gli avversari, partiti meglio ma…. Finiti dietro!

Il Napoli, più che mai e più che in altre partite, ha dimostrato di essere e di saper fare SQUADRA! Il loro gioco trapela una serenità e una coralità tattica così forte e permanente, che è stata promossa CHIAVE VINCENTE DEL NAPOLI DI SARRI.

Perché questo Napoli è Vincente soprattutto dalla TESTA. La scioltezza atletica e tattica è una conseguenza del meraviglioso lavoro psicofisico che il mister toscano è stato capace di rendere ai giocatori azzurri, che finalmente si sentono, con i giusti meriti, CAMPIONI.

 

 


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