Napoli-Roma X : OCCHIO MALOCCHIO PREZZEMOLO E FINOCCHIO…

Con il San Paolo gremito di tifosi e la partita anticipata alle 18 per controllare eventuali disordini e tumulti tra le due accese tifoserie, è tutto pronto per l’accesissima Napoli-Roma. Il retaggio di rivalità e antipatia sportiva che le due tifoserie si trascinano da tempi immemori, aggiunto all’importanza del match per il Napoli in cerca di un risultato positivo per rimettersi in corsa con le rivali e ipotetiche “capitaliste”, è scontato dire che questi presupposti fanno prospettare una partita intensa, nervosa e piena… di colpi a sorpresa.

EPPURE QUALCOSA C’È: La testata di Koulibaly a Dzeho, costretto alla fasciatura, è un modo un po’ troppo diretto per far capire che il cane azzurro non ha nessuna intenzione di lasciare il suo osso. Bastano una quindicina di minuti per far uscire il vero Napoli, aggressivo e spavaldo, che costringe i giallorossi ad accorciarsi nella loro metà campo. Le occasioni per il Napoli sono innumerevoli, che nell’imbarazzo della scelta non ne infila nemmeno una in porta.

Nel secondo tempo, gli azzurri saltano la solita fase dei “quindici minuti” di assestamento iniziale, ed entrano già con il dente avvelenato e con la foga e la rabbia giusta. Costruzioni fluide, passaggi corti e veloci, inserimenti e ripartenze scattanti e tanto gioco. Ma più ci si avvicina allo scadere, più la partita si fa difficile e tesa. Paroline e trattenute di troppo, innervosiscono Higuain e compagni, che cercano come possono di mantenere la calma. Il goal giustamente annullato alla Roma non contribuisce a rasserenare gli animi di una partita rabbiosa. Allora ci prova Hamsik con un tiro a mezz’aria in velocità, ma il portiere non si lascia trovare impreparato. Allora ci prova anche Martens, in collaborazione con El Kaddouri, ma il risultato è lo stesso: palla in curva e risultato 0a0

SENZA IPOCRISIE: Dire che il Napoli non ha giocato, è un eufemismo, perché la matrice di gioco è stata ben filata dagli azzurri, che hanno giocato con intensità e concentrazione dall’inizio. Sono stati pochi e impercettibili i momenti in cui il Napoli ha accusato stanchezza o ha concesso spazi agli avversari. Perché il Napoli è stato il vero protagonista dall’inizio. La Roma è stata a guardare, atleticamente e mentalmente stanca. Dzeho è stato represso da un Koulibaly in formissima e il centrocampo giallo rosso ha dovuto sfoderare denti e artigli (nel vero senso della parola!) per frenare, o meglio atterrare il veloce reparto d’attacco azzurro. Insomma, a parte i goal mancati e le occasioni sprecate, Sarri non ha niente da recriminarsi, perché ha portato in campo una bella squadra che ha saputo giocarsela fino alla fine.

E allora la domanda che sorge è lecita: tutte le occasioni andate in “malora” sono causa di sfortuna….o di “seccia”?

 


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