La magia della Lucania e gli incantesimi d’amore

La fascinazione, meglio conosciuta in lucania come “fascinatura” o “affascino” è una condizione psichica capace di rendere il soggetto come dominato da una forza occulta che spesso viene anche identificata con la forza ostile che circola nell’aria, una forza che inibisce e costringe. Affinché la fascinazione abbia luogo, è necessaria la presenza di un agente fascinatore e di una vittima: nel caso in cui a rappresentare l’agente umano vi sia una persona, la fascinatura verrà identificata con il malocchio, ovvero una sorta di influenza maligna che può determinarsi attraverso uno sguardo invidioso per giungere fino alla fattura scrupolosamente preparata attraverso un particolare cerimoniale. I rituali in grado di liberare il soggetto da quello che si può definire “affascino”,“malocchio” o “fattura” sono per lo più eseguiti da operatori magici specializzati. Tuttavia a Gròttole, in provincia di Matera, una donna in preda ad un violento mal di testa è in grado di operare da sé. Versa una goccia d’olio in un recipiente d’acqua restando ad osservare se l’olio si espande o meno. Nel primo caso, riterrà senza alcun dubbio che si tratta di fascinazione e provvederà, quindi, a gettare l’acqua per la strada in prossimità di un passante. Questo gesto le assicurerà una pronta guarigione poichè il passante di turno, calpestando il bagnato, prenderà su di se la fascinazione liberando così la vittima. A Colobraro, invece, una fattucchiera specializzata e chiamata ad intervenire per la medesima circostanza, avrà cura di procurarsi nove pizzichi di sale e tre tizzoni accesi del focolare, versare tutto in un contenitore con dell’acqua, immergervi la mano sinistra e iniziare, prontamente, dei massaggi a forma di croce sulla fronte del paziente. Il rituale sarà poi accompagnato dallo scongiuro adatto che va necessariamente ripetuto tre volte. Il fatto che per molti la possibilità magica di fascinare o essere fascinati rappresenti una dato certo della realtà ha fatto sì che questa pratica trovasse, in seguito, terreno fertile nella vita erotico-sentimentale. Se i rituali contro gli scongiuri e il malocchio preservavano e difendevano il soggetto da talune energie negative, gli incantesimi d’amore miravano a stabilire un legame invisibile ma forte con la persona amata. Ed è importante notare come siano state le donne a ricorrere, molto più degli uomini, ai rituali magici e ai filtri d’amore. Costrette com’erano, nella cultura lucana degli anni ’50, ad esercitare un ruolo puramente passivo nella vicenda amorosa, non avrebbero potuto in alcun modo intraprendere iniziative differenti a causa della ristretta libertà sociale di cui erano vittime, seppur inconsapevoli ed ignare. Affinché una donna potesse affatturare un uomo, l’incantesimo non andato a buon fine veniva ripetuto nei mesi a seguire, sempre in numero dispari e fino alla sua completa realizzazione. Il maggior potere di legare un uomo a sé era tutto racchiuso in elementi quali lo sperma femminile, i peli ascellari e quelli del pube, nonché il sangue venoso. A Colobraro gocce di sangue fuoriuscite dal mignolo della mano destra  e mischiate a peli ascellari o pubici costituivano, infatti, un filtro d’amore ritenuto potente. Il tutto, fatto poi essiccare, e trasformatosi in una polverina, veniva poi trasportato in chiesa per essere consacrato durante la messa. Se la questione amorosa si prospettava, poi , incerta, era possibile ricorrere a particolari pratiche divinatorie e di esplorazione dei segni. Il soggetto che aveva premura di sapere se la persona amata era viva, fedele o prossima a tornare avrebbe atteso la mezzanotte di un mercoledì o di un venerdì avendo cura di accendere due candele e di  recitare lo scongiuro adatto. Subito dopo, alla finestra, avrebbe osservato i segni che il buio del paese le avrebbe inviato: la persona amata sarebbe stata di certo viva se fosse sopraggiunto il suono di un campanello, fedele se il segnale era quello dell’abbaiare di un cane e prossimo al ritorno se all’orecchio fosse giunto il rumore dei  passi di un uomo. Ma un colpo di vento e l’eco di un litigio fra due sposi lasceranno pochi dubbi: presto si sarebbe verificato un allontanamento o un’inevitabile separazione dalla persona amata.

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