Doppio sogno

“Una storia di smarrimenti paralleli”. Così è stato definito il romanzo di Arthur Schnitzler,  “Doppio sogno”, pubblicato nel 1926 e reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Kubrick con il titolo “Eyes wide shut”. Nella Vienna di fine secolo, una coppia borghese come tante altre, insoddisfatta della sua quotidianità, vivrà una notte carica di ambiguità, ossessioni e desideri mai confessati. Di ritorno da una festa in maschera, Fridolin e sua moglie Albertine diventeranno uno lo specchio dell’ altro, in un gioco pericoloso, quanto seducente, tentando di addentrarsi l’uno nei desideri dell’altro. Ben quattro donne si offriranno al giovane medico, il quale farà ritorno a casa, insoddisfatto per un adulterio non consumato fino in fondo. Ma una volta a casa, dovrà fare i conti con le rivelazioni di sua moglie Albertine che gli racconterà di un sogno, nel quale sarà proprio lui ad essere tradito. I due protagonisti si ritroveranno così immersi in un’atmosfera onirica, carica di fantasie represse, dubbi e questioni irrisolte. Difatti, ognuno dei sette capitoli di cui è composto il romanzo, consegna al lettore un momento ben preciso della crisi alla quale la coppia va incontro. Uno smarrimento, quindi, che fende il velo di normalità che ricopre le loro complesse esistenze. Solo la reciproca comprensione e il coraggio di indagare nei sogni dell’altro condurranno i due protagonisti al ricongiungimento.


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