Lo strano caso del Portogallo, in semifinale senza vittorie

Lo dicevano gli antichi “la fortuna aiuta gli audaci” e lo si dice ancora oggi “serve quel pizzico di fortuna” o degCristiano-Ronaldo-Portogallo-Islanda-750x500enerando un po’ “serve proprio una botta di c..o”.
La famosa “botta” serve sicuramente anche nel calcio, dove a volte frazioni di secondi o di millimetri in più o in meno possono cambiare la vita. Dai centimetri o millimetri che separano il gol dal palo o dal corpo del portiere, ai secondi finali che a volte possono essere decisivi, alle sviste arbitrali o alle traiettorie improbabili di un cross, un tiro o una spazzata sbilenca che possono portare alla gloria o all’inferno.

La storia della fortuna senza dubbio accompagna anche questi europei con squadre più e meno fortunate. Prendiamo l’Italia e Conte. L’ex tecnico della Juventus non solo si è ritrovato con Marchisio, Verratti e Montolivo out nel giro di un paio di mesi prima del mondiale, ma ha anche visto arrivare in ritiro acciaccati De Rossi e Thiago Motta e farsi male nel torneo di nuovo il primo e Candreva, senza contare che nostro CT ha tra le mani quella che resta oggettivamente la nazionale più scarsa degli ultimi trent’anni e forse più.
Come se non bastasse l’Italia al primo turno becca l’unica buona generazione calcistica nella storia del Belgio e nell’assurdo della cosa nonostante sia l’unica squadra a vincere con un turno d’anticipo il girone si ritrova agli ottavi contro le furie rosse spagnole, anche loro poco fortunati a scontrarsi comunque subito con una delle migliori sei o sette squadre dopo aver trovato nel girone già la Crozia.

Ma a spiccare per la sua particolarità in questa competizione è il caso sui generis del Portogallo. I lusitani pur non essendo una corazzata invincibile, dalla grande tradizione e una bacheca ricca di trofei rispetto ad altre squadre di livello si ritrovano nel girone più facile della competizione, che materasso è dir poco. Le avversarie nell’ordine sono: l’Ungheria, mai andata oltre il diciottesimo posto nel ranking FIFA e che esattamente un anno fa era quartaduesima, assente dall’Europeo da ben quarantaquattro anni e da trenta da un mondiale; l’Austria che non partecipa ad un mondiale da diciotto anni e all’Europeo da otto, ma va detto che l’edizione del 2008 è l’unica apparizione precedente a quella di quest’anno dell’Austria all’Europeo e che la qualificazione non se l’era nemmeno guadagnata essendo paese ospitante; dulcis in fundo l’Islanda. Che dire degli uomini del nord, mai presenti ad un mondiale, mai presenti ad un Europeo e che appena quattro anni fa erano 131° nel ranking FIFA.
Insomma non proprio un girone proibitivo per Ronaldo, Nani, Quaresma, Moutinho e compagni. Eppure CR7 e combriccola riescono nell’impresa di pareggiare tutte e tre le partite, racimolando appena tre punti. Tra l’altro nell’ultima gara il Portogallo pareggia per tre volte contro l’Ungheria andando per tre volte sotto e mai in vantaggio.

Così a conclusione di queste impareggiabili imprese sportive il Portogallo passa come terza miglior terza, in pratica prende il penultimo biglietto utile per i quarti e che se volessimo fare una classifica delle squadre ai gironi il Portogallo sarebbe 17° su 24. Peggio di lei solo Irlanda del Nord, Turchia, Albania, Romania, Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Svezia e Austria.
Ma come detto all’inizio questo è una storia sulla dea bendata e nonostante le pessime prove e la qualificazione di basso livello che dovrebbe comportare un ottavo durissimo i portoghesi si trovano di fronte la Croazia. Per carità bella squadra e possibile outsider alle grandissime, ma poteva andare peggio con in giro Francia, Germania e Spagna.
Il Portogallo riesce in quello che se non è un record poco ci manca, pareggiare la quarta partita di fila almeno nei novanta minuti. Al triplice fischio infatti è 0 – 0, via con i supplementari. Nei tempi addizionali la Croazia spreca, , ma è al 117 che la fortuna ci mette lo zampino, o il palo. Croazia che attacca a testa bassa e palo clamoroso, contropiede perfetto e Quaresma che butta dentro a pochi passi dopo una respinta corta su tiro di Ronaldo.
Portogallo clamorosamente ai quarti a tre minuti dai calci di rigore e non avendo vinto una partita da novanta minuti.

Se la fortuna aiuta gli audaci beh qui aiuta e basta. Il pazzo tabellone di Euro 2016, che vede in pratica nella parte alta due o tre debuttanti all’Europeo e un paio di semidebuttanti e una serie di squadre che non hanno mai vinto niente e nella parte bassa almeno 10 coppe del mondo e minimo cinque o sei Europei, mette i lusitani ovviamente nella parte alta. Così i quarti si trova contro la non irresistibile Polonia, che però in avanti vede la coppia Milik – Lewandowsky e che nei gironi ha messo paura al primato della Germania.
Il risultato? Che lo diciamo a fare? Il Portogallo nei novanti minuti pareggia per la quinta volta di fila, come con l’Ungheria in rimonta. Anche qui supplementari e il Portogallo per fare incetta di record, manco fossero Phelps o Bolt alle Olimpiadi, sta volta pareggiano anche i supplementari, si va ai rigori.
Se non ci vuole fortuna ai rigori beh allora nel calcio dove ci vuole? Ronaldo e compagni grazie a Rui Patricio e a Blaszcykowsky vincono i rigori 5 – 3 e passano il turno.

Il Portogallo è così la prima semifinalista dell’Europeo. Pochi lo avrebbero detto, pochissimo dopo il girone pessimo. Ma soprattutto in questo Europeo un po’ pazzo il Portogallo è fra le migliori quattro avendo vinto una partita su 5 e avendola vinta ai supplementari, nei novanti minuti ha pareggiato cinque volte di fila. In tutto l’Europeo è passata in vantaggio solo con l’Islanda alla prima partita e poi al 117′ contro la Croazia.
Sicuramente un percorso non lusinghiero e non temibile per chi se la potrebbe trovare di fronte venendo da un lato in cui si è dovuto far fuori Spagna, Inghilterra e una fra Francia, Germania e Italia.

Il merito di questo Portogallo è uno, un difesa tutto sommato forte. Pepe e i compagni di reparto hanno subito infatti si 5 gol in 5 gare, ma 3 sono arrivati nella stessa e finendo due gare sullo 0 – 0. Forse non è poi così esaltante, ma in questo caso così strano ci troviamo pur costretti a trovare un merito ad una squadra che comunque vada sarà sul podio.

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