Io sto con ADL e non con il 9 della Juve

downloadPartiamo dal fatto, oggi 25 luglio 2016 Gonzalo Gerardo Higuain diventa ufficialmente un calciatore della Juventus per i prossimi quattro anni.
Un trasferimento importante, uno dei più ricchi della Serie A italiana e della storia del calcio in generale. Ma oltre a questo il trasferimento ha fatto rumore per il fatto che il giocatore era di proprietà del Napoli e che fino a due o tre mesi fa proprio Higuain con la maglia del Napoli ha fatto di tutto, persino strappare il record di gol in un anno in Serie A che durava da decenni, per impedire alla Juventus di vincere lo scudetto e vincere qualcosa in azzurro.

Molti tifosi ovviamente hanno protestato, manifestato, scritto, urlato e accusato. Alcuni si sono rivolti con svariati epiteti al giocatore, altri al presidente. Ma chi dei due ha “ragione” e chi ha torto? Chi ha tradito Napoli e chi no?
Analizzando i fatti io scelgo di schierarmi con il mio presidente e contro il giocatore, per più motivi.

In primis Higuain non è stato venduto dal Napoli attraverso una trattativa e un’accondiscendenza della società e di De Laurentiis. Higuain è andato a Torino dopo che la Juventus ha pagato al Napoli la clausola rescissoria posta nel contratto del giocatore. Dunque l’unica delle due parti tra Higuain e il Napoli che ha scelto la Juventus è stata il giocatore. Se lui non avesse accettato né Marotta, né Paratici, né Nedved, né Agnelli e soprattutto non De Laurentiis o Giuntoli potevano costringerlo.
Higuain è praticamente arrivato con i dirigenti Juve sottobraccio, un mucchio di soldi in mano e ha salutato il Napoli – anzi no –  senza che la società potesse far nulla.

Alcuni obietteranno che la clausola l’ha messa De Laurentiis, quindi è colpa sua. Sicuramente quest’affermazione in parte è vera, ma la clausola valeva per chiunque ed era oggettivamente altissima considerando che solo Cristiano Ronaldo e Gareth Bale sono stati pagati di più nella storia del calcio. La stessa clausola non è stata apposta solo dalle mani del presidente perché è stata stesa a quattro mani con il consenso del giocatore, sennò non firmava il contratto.

Altri diranno che la clausola pagata dalla Juventus ha fatto comodo alla società poiché ci sarebbero state delle presunte percentuali da pagare alle ex squadre di Higuain, Real Madrid e River Plate, per la cessione all’estero del giocatore.
Diciamo anche che le stesse voci dicono però che la clausola per l’estero valeva quasi 5 milioni in più e che comunque De Laurentiis non avrebbe potuto rifiutarle se fossero arrivate, dunque non c’era manco lì scelta e al massimo ha potuto rifiutare offerte non ritenute congrue dall’estero, a dimostrazione della volontà di trattenere il giocatore.
Altre voci inoltre dimostrano come il Napoli abbia anche offerto il rinnovo al giocatore, volontà di tenerlo quindi ancora espressa, ma che sia stato lui a rifiutare.

Andando indietro nel tempo valutiamo anche altri aspetti del comportamento di De Laurentiis e Higuain con lo scopo di scagionare il primo e mostrare la reale natura del comportamento del secondo.
Higuain è stato a Napoli solo tre anni, arrivando un po’ come scarto dal Real Madrid e un po’ perché anche lì, come ora a Napoli, non si sentiva abbastanza importante.
Qui il problema erano i compagni scarsi e la società che non investe per vincere, lì la troppa panchina in una squadra fortissima dove si vince facilmente. Viva la coerenza.
E’ difficile dire come siano andate allora le cose, ma sicuramente il Napoli è stata l’unica squadra al mondo che ha voluto investire cifre forti su di lui, quelle che vincevano no.
In tre anni Higuain ha segnato tanto, ma non quanto il suo predecessore Cavani. Tanto è vero che Higuain nei primi due anni in campionato è stato ben sotto i 20 gol. Insomma l’anno stellare è stato uno, l’ultimo. Il resto forte ma non da fuoriclasse mondiale. Anzi alcune sue prestazione nella seconda stagione, come la semifinale con il Dnipro e quella con la Lazio in campionato, si sono rivelate quasi decisive affinché il Napoli non vincesse in Europa e non andasse in Champions. Insomma anche lui ha avute le sue ombre a Napoli e Napoli gli è stata sempre vicina.

De Laurentiis è arrivato a Napoli nel 2004, quindi rispetto ad Higuain è qui da molto più tempo. De Laurentiis è arrivato quando il Napoli semplicemente non esisteva più. Non solo non c’erano giocatori e allenatore, non c’erano i palloni e i fratini per allenarsi, ma allenarsi dove? Non c’era nemmeno il campo.
De Laurentiis non solo iscrisse il Napoli in C in fretta e furia, ma in 3 anni ottenne 2 promozioni e una finale playoff e ha riportato la squadra in Europa già al primo anno in A, collezionando poi 8 partecipazioni ai tornei continentali in 10 anni di Serie A e di cui 7 consecutive. Il Napoli va detto non raggiungeva una posizione o qualificazione Europea da circa 12 anni. Inoltre aggiungiamo che il Napoli fino al 2004, anno di insediamento di De Laurentiis, aveva vinto il 78 anni di storia 9 trofei. Tra questi si i due importantissimi scudetti e la Coppa UEFA, ma anche una Coppa delle Alpi e una Coppa di lega Italo – Inglese. De Laurentis in 12 anni ha vinto 3 trofei, non scudetti o coppe europee ma comunque due Coppe Italia e una Supercoppa. Nel quinquennio 2012 – 2016 il Napoli di De Laurentiis è stata la seconda squadra d’Italia dopo la Juventus per trofei vinti e posizioni in campionato. Considerando che nessuna italiana ha vinto in Europa e che solo la Juventus ha raggiunto una semifinale di Europa League e una finale di Champions League il Napoli con la Fiorentina è seconda ai bianconeri anche in questo per la semifinale di Europa League raggiunta nel 2014 – 2015.
Non male se consideriamo che 12 anni fa questa squadra non esisteva più e che in 78 anni non era stata la migliore del mondo.

Higuain è arrivato in un Napoli da 4 anni in Europa e con una Coppa Italia già vinta, una finale di Supercoppa persa e due partecipazioni in Champions già ottenute. Con lui quale salto si è fatto? In tre anni si è vinta una Supercoppa in più rispetto al triennio di Cavani e si è raggiunta una semifinale di Europa League. Un po’ poco per un giocatore che oggi presume, anzi pretende, di vincere e di avere così tanti giocatori forti intorno tanto da andare via perché il presidente a più di un mese dalla fine del mercato non lì compra i forti.

Chiudiamo anche dicendo che sicuramente De Laurentiis non è esente da responsabilità, perché due colpi buoni poteva farli per provare a convincere Higuain del progetto e che ora la palla passa a lui perché deve dimostrare di sapere spendere questi 90 milioni per rendere la squadra più forte, come giusto che sia con questa cifra.
Diciamo anche però che il presidente non è mai andato sotto la curva a cantare in  stile Ultrà, ha sempre detto che si sarebbe provato a vincere ma che era difficile e che al primo posto venivano i conti. Diciamo anche che se Higuain da giocatore vuole vincere è giusto che un presidente da imprenditore voglia guadagnare, è il suo lavoro. Il presidente si è già esposto più volte questa estate in conferenza stampa.
Higuain è invece venuto sotto la curva, ha interpretato il ruolo del tifoso ed ha persino protestato proprio contro quella Juventus, ma infine non ha nemmeno salutato e spiegato e senza magari fare storie con la società per andare da un’altra parte anche per un’offerta più bassa ha scelto quello che per rispetto, affetto e soprattutto coerenza non avrebbe mai dovuto scegliere.

Io sto con De Laurentiis perché con le sue idee, le sue scelte e la sua gestione non ha portato il Napoli sul tetto d’Italia o d’Europa, ma ci ha portato là dove non eravamo da più di vent’anni e dove siamo stati pochissimo. Dico che Higuain ha torto perché doveva spiegare e perché infondo come Cavani, Lavezzi e altri è stato solo strumento per arrivare dove siamo e potranno venire altri, magari anche più forti. Mi schiero contro Higuain perché non è stato De Laurentiis a scegliere la Juventus, ma lui.

Tra l’altro alla Juventus a 29 anni se non vincerà una Champions League sarà uno dei tanti che avrà vinto un paio di scudetti, perché probabilmente a 31 – 32 anni lo scaricheranno. Insomma persino Padoin e Rubinho alla Juve potrebbero correre il rischio di aver vinto più di lui, qui poteva fare la storia.
In bocca al lupo numero 9 della Juventus, ricordati solo cosa è successo a Quagliarella quando è andato a Torino e quante Champions ha vinto Ibrahimovic dopo aver lasciato l’Inter per il Barcellona dopo un’offerta folla.
Ci può essere ragionevole comprensione, ma non perdono.


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