Juve in fuga! Il Napoli cade a Bergamo e il Chievo sogna

c556b4d0b6f222bbdb4b0446e2217a6a-kubd-u1090949451687c6e-1024x576lastampa-itNapoli – Con Roma – Inter si è chiuso una giornata che potrebbe essere pesantissima a fine anno. La Juventus infatti con il perentorio 3 – 0 di Empoli stacca già tutte le altre. I bianconeri con il loro 18 punti mandano il Napoli a meno quattro, la Roma a meno cinque e l’Inter addirittura a meno sette. Sugli scudi il duo argentino Dybala – Higuain. Il numero 21 dopo il primo gol stagionale in Champions si sblocca finalmente anche in campionato, aprendo la scatola difensiva di un Empoli che tiene benissimo per un’ora contro i grandi campioni bianconeri. Dopo il vantaggio si scatena il pipita, che fa una doppietta. Sugli scudi, finalmente, anche Pjanic. Il bosniaco inizia a ricamare gioco anche in bianconero, non sembra ancora il fulcro geniale della Roma di Garcia, ma ad oggi a tratti si è visto qualcosa di molto simile. Gli uomini di Allegri oltre a doversi fare i complimenti devono però ringraziare soprattutto la rediviva Atalanta di Gasperini, che batte il Napoli con merito 1 – 0 a Bergamo.

Sarri dopo otto risultati utili consecutivi, di cui sei vittorie, si deve arrendere agli uomini della Dea. Decisivo un altro d1d8da9dd453e486e3d185294dfabbf3_169_lgiovani di talento italiano, Petagna. L’Atalanta passa in vantaggio dopo nove minuti e poi tiene testa al Napoli, che ci prova davvero e con decisione, ma purtroppo resta a bocca asciutta. Sugli scudi il portiere ex Lazio Berisha, che ironia della sorte si può dire che abbia vestito la maglia dell’Atalanta per colpa proprio del Napoli. Gli azzurri hanno inseguito, infatti, l’ex titolare dei bergamaschi Sportiello, che ora vive da separato in casa. Per Sarri una sconfitta pesante, una di quelle che non dovrebbe esserci per chi vuole puntare al titolo. Adesso il distacco è forte, anche se siamo solo alla settima, e la paura che la Juventus possa davvero uccidere il campionato sorge. Per gli azzurri forse diventa molto più importante chi c’è dietro, visto che ad una distanza di massimo tre punti ci sono ben sette squadre.

Soccer: serie A, As Roma ? FC InterTra le inseguitrici c’è la Roma, che con la vittoria contro l’Inter riprende decisamente quota e vigore, unito anche al quinto gol di Dzeko, che come la sua squadra aveva bisogno di fiducia e di ritrovarsi.
L’Olimpico consegna ancora un’Inter altalenante. I nerazzurri dopo la seconda batosta in Europa perdono un big match importante e piombano nuovamente lontano dal Napoli e lontanissimo dalla Juve. La prestazione c’è, non ci sono dubbi, ma comunque non basta. Inoltre oggi agli uomini di De Boer servirebbero più i punti che il giocare molto bene a tratti.

L’interessante di questa nuova classifica lo si trova proprio al terzo posto insieme alla 1999299_chievlapres-jpg-pagespeed-ce-53ypmimqziRoma. Se ci sta vedere la
Juventus  prima a 18, il Napoli secondo a 14 e la Roma terza a 13 pochi avrebbero immaginato di vedere a pari merito con i giallorossi di Spalletti e a meno uno dagli azzurri Lazio, Chievo e Milan. I due tecnici e grandi ex dei derby romani di fine anni novanta e primi anni duemila – Montella e Inzaghi – seppure tra grandi difficoltà stanno ridando lustro alle due grandi decadute. Il Milan non viaggiava così in alto dai tempi di Allegri, la Lazio anche nelle ultime stagioni ha vissuto pochissimi campionati di vertice. La strada è lunga, spesso si vede che manca qualcosa e c’è tanto da lavorare – vedi il Milan che deve rimontare tre gol a San Siro contro il Sassuolo – ma i risultati ci sono e la ricetta sembra simile, una ricetta che piace: giovani e gioco. Non è un caso se nella Lazio di Inzaghi e nel Milan di Montella ci sono stabilmente in campo giocatori talentuosi e giovani come Keita, Niang e Suso e se tra i gol dei giovani esordienti in queste prime gare ci sono quelli del biancoceleste Lombardi e del rossonero Locatelli. Da qui alla fine sarà dura, ma l’inizio è positivo, si dovrà stare attenti a non perdersi e a sapersi riprendere quando le difficoltà compariranno.
Se sorprende vedere questo Milan e questa Lazio così in alto, quasi sconvolge vedere il Chievo di Maran, squadra fatta dichiaratamente per salvarsi. Se qualcuno pensava ad un campionato difficile per i clivensi, vista una rosa che a tratti sembrava anche più debole del passato, bene, la risposta è servita. Ad oggi e giallorossi sono praticamente in lotta scudetto, almeno virtualmente. Anche qui gioco, attenzione ai dettagli ed un gruppo compatto e convinto. Se sarà Chievo dei miracoli come quello di Del Neri si vedrà alla fine, ma ad oggi il mulo torna a volare altissimo e non ha voglia di scendere.

Tra le sorprese, più o meno, vanno annoverati anche i buoni risultati di Genoa, Torino e Cagliari. Le prime due possono più o meno apertamente ambire all’Europa. Premiano ad oggi le scelte di mercato. I granata si ritrovano uno strepitoso Iago Falque in avanti e un grande Hart in porta. I grifoni un giovanissimo Simeone che sta facendo il Pavoletti di turno.I sardi si godono una tranquilla rincorsa alla salvezza, difficile puntare a qualcosa di più, anche per la serie tremenda di infortuni.

Nella zona dove si lotta per non retrocede sprofonda clamorosamente la Fiorentina. I viola hanno si una partita in meno (da recuperare con il Genoa), ma se per caso dovessero pareggiarla o addirittura perderla sarebbero massimo a più tre dal Palermo terz’ultimo.

Nella zona calda con il neopromosso Pescara ci sono Udinese e Sampdoria, oltre al suddetto Palermo. Tutte sembrano alla disperata ricerca di punti, di un cambio di rotta, di un qualcosa che non arriva. Forse solo il Palermo con De Zerbi piano piano sta cambiando e migliorando. La Samp dopo il buon avvio è crollata e ora Giampaolo rischia, mentre l’Udinese riceve la prima vera contestazione dei tifosi dopo più di un decennio di grandi soddisfazioni.
Malissimo le due neopromosse Pescara e Crotone. I primi si erano forse troppo illusi dopo il pareggio con il Napoli e tre punti più che fortunosi regalati dal Sassuolo. Ora, però, Oddo e i suoi si stanno scontrando con la dura vita della Serie A, per la quale non sembrano realmente attrezzati. Il Crotone è in caduta libera. Un punto in sette gare, peggior difesa con sedici gol presi e terzo peggior attacco con cinque fatti. La favola sembra finita, interrotta di colpo tra l’addio di Juric e un mercato che si sapeva essere stato da poco, ma forse nemmeno così. Si dice che Nicola sia a rischio, ma davvero si fa fatica a vedere le grosse colpe di un allenatore anch’egli esordiente nella massima serie.


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