UNITI PER LA PACE: Maradona e Co. in campo per Amatrice

E stasera mettiamo da parte tutto quello che sporca il calcio. Stasera non si parla di carezze da dare ai tifosi gufoni, dei voltafaccia di giocatori mercenari o di piccoli uomini e strette di mano negate.

Stasera torniamo a parlare di calcio. Di quello bello. Di quello che scende in campo per SOLIDARIETÀ E UMANITA’. Di quello fatto di campioni che hanno riempito di eurogoal, coppetitoli personali l’enciclopedia del calcio mondiale. Insomma, in una sola sera, Papa Francesco è riuscito a riunire all’Olimpico gli IMMORTALI DEL CALCIO, passati e presenti.

Da Maradona a Totti. Da Zambrotta a Crespo. Da Ronaldinho a Di Natale. Tutti insiemi a giocare per Amatrice. Cosi da destinare tutto il ricavato alla costruzione e alla rimessa al nuovo delle strutture sportive, distrutte dal terremoto del 24 Agosto e ricominciare dallo sport per cercare di guardare al futuro e con coraggio ritrovare una serenità scippata dai troppi mattoni caduti e dalle troppe vite soffocate dal cemento.

Divise in due squadre, LA LIGA PER LA PACE e LA SQUADRA DELL’INCONTRO, i fenomeni si divertono e giochicchiano tra di loro con il fine di divertirsi e divertire. Un paio di momenti di tensione nel primo tempo sembrano minare all’ atmosfera gioiosa che domina in campo. Il primo è un’invasione di campo di un tifoso che da subito si palesa assolutamente pacifica. La seconda coinvolge Maradona e Veron, che battibeccano troppo animatamente alla fine del primo tempo. Dopo la breve performance di Nek, che intona il suo ultimo singolo UNICI, le leggende ritornano a divertirsi sul manto verde. Nonostante la portata tecnica sciorinata da tutti quei piedi finissimi che bucherellano il campo dell’Olimpico, tutti gli occhi sono puntati su di lui, il Dio, DIEGO ARMANDO MARADONA. Anche con la pancia e con il fiato corto, l’argentino mondiale non ha perso la scioltezza con palla al piedi, la sua visione di gioco e il suo potere di incantare tutti. E poi vedere il Maradona Big in campo con il Maradona Junior è stato un momento di una bellezza umana unica, che ha annullato i troppi anni di critiche e diatribe giudiziarie che macchiavano l’umanità del EL PIBE DE ORO.
Alla fine non ha vinto nessuno. Perché hanno vinto tutti. E con il lancio di palloni alle tribune, Maradona commosso saluta il suo pubblico, la sua Italia e…. il suo Napoli.


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